Negli ultimi giorni è in atto una forte polemica sulla potenziale installazione di un impianto di trattamento del percolato e produzione di biogas in quel di Trani sul sito di Puro Vecchio, tra i motivi ostativi che la pubblica opinione sta portando avanti rientra quello che si voglia costruire il su detto impianto in un sito già fortemente inquinato e se tale elemento non dovesse essere sufficiente allora diventa fondamentale chiamare in causa il Piano di Emergenza Esterno (P.E.E.)
Da una ricerca fatta sul sito di Amiu Trani non pare in esso essere presente alcun P.E.E. “legato” alla discarica che nel 2015 hanno occupato le pagine delle testate giornalistiche locali e non ove si leggeva la seguente denuncia: ”Incombente e concreto il pericolo di esplosione della discarica, a causa della mancata realizzazione di impianto di captazione del biogas”.; e tanto meno, tale sito, risulta essere indicato come “pericoloso” nel Piano Operativo Comunale di Protezione Civile il quale ha visto il suo ultimo aggiornamento nel 2014 con l’amministrazione Riserbato.
A fronte di quanto sopra viene da chiedersi: perché Amiu Trani non ha redatto il P.E.E. nel momento in cui è cambiato il valore di Indice di Rischio della discarica? Perché il Piano Operativo Comunale di protezione Civile non è stato aggiornato anche a seguito della chiusura dell’ospedale S. Nicola Pellegrino nonché della scuola Papa Giovanni XXIII riportati sul predetto documento rispettivamente come struttura sanitaria con 166 posti letto la prima e come area di ricovero sinistrati salme la seconda?
Ciò detto, come si può portare in consiglio Comunale un progetto di cosi forte impatto sugli interessi della cittadinanza senza chiederne ad essa il parere attraverso un referendum consultivo considerato che da già dal 2015 con la rottura della guaina di protezione del terzo lotto e l’inquinamento della falda acquifera la cittadinanza aveva espresso la volontà di chiudere la discarica?
A proposito di coinvolgimento della cittadinanza alla vita politica cittadina il comitato di quartiere via Andria, considerato che con le richieste formali e non effettuate nei riguardi degli ex assessori all’ambiente Di Gregorio prima e Merra poi, non è stato mai invitato alle riunioni della consulta ambientale, coglie l’occasione per formulare in pubblica piazza la stessa richiesta all’assessore all’ambiente attualmente in carica auspicando di ottenere maggior successo.
Salvatore Brunetti, presidente del comitato di quartiere via Andria
