“C’è posta per Trani” ritorna con le suggestive immagini selezionate dagli straordinari libri, unici nel suo genere, di Rino Mennea. La cartolina di oggi e quelle che saranno pubblicate in questo fine settimana riguarderanno Il “Teatro San Ferdinando” che non c’è più, luogo presente nella memoria dei tranesi solo per via della omonima Piazza Teatro che si trova a ridosso del porto ed in pubblicazioni di storia locale. L’immagine iniziale è il prospetto della struttura originale.
Qualche curiosità: La costruzione del teatro iniziò il 2 maggio 1792, fra pochi giorni ricorreranno i 230 anni dalla posa della prima pietra, per finire di essere costruito nel 1794 su disegni dell’architetto De Giorgi che eseguì un manufatto secondo un progetto, ritenuto squisito e di gusto, simile al “Teatro Sociale”, anch’esso andato distrutto, della città lombarda di Codogno; fu tale l’entusiasmo che le rappresentazioni iniziarono nello stesso anno di fine costruzione.
Il Teatro sorse per iniziativa di tre nobili: Riccardo Candido che diventerà poi Sindaco della Città, Franco Laghezza e Cataldo Lomanto con un progetto che fu approvato in prima persona dal re di Napoli Ferdinando di Bortone, da cui prese il nome di “Teatro San Ferdinando I^”. Il teatro, dopo solo cinque anni di repliche, purtroppo fu incendiato e raso al suolo, nel 1799, dalla furia francese durante un terribile attacco punitivo per la città dove persero la vita 774 tranesi, morti per difendere la libertà così come ricorda una targa nella omonima piazza. Grazie alla determinazione di uno dei fondatori, il barone Candido, venne ricostruito in tre anni per riconsegnarlo alla città nel 1804.
Questa e tante altre rare immagini, con notizie e curiosità storiche, sono tratte da due straordinari libri di Rino Mennea, edite da “Il Giornale di Trani”, davvero unici nel suo genere acquistabili, fino ad esaurimento scorte, presso le edicole e librerie di Trani al prezzo promozionale di € 20,00: “La Bella Époque, Le Cartoline dal 1898 al 1920” [Trani, 2020]; “Il periodo interbellico, Le Cartoline dal 1921 al 1944” [Trani, 2021];
