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Trani, si chiude mezzo secolo di storia: la Vigilanza notturna passa a Pegaso

  • Dopo 52 anni di attività è terminata la storia della Vigilanza notturna tranese: infatti, l’istituto di sorveglianza è stato assorbito dalla Pegaso, con sede legale a Bisceglie ed operativa a Molfetta.

    L'operazione si è formalmente definita lo scorso 3 maggio, ma se ne è avuta conoscenza soltanto nelle ultime ore, quando hanno iniziato a circolare i nuovi mezzi del subentrato operatore con le relative vetrofanie e, soprattutto, sono state sostituite le storiche insegne della Vigilanza notturna tranese di Palazzo Galleria (pur lasciandone la memoria storica del logo in dimensioni più ridotte)  con quelle dell'istituto che l'ha salvata.

    Infatti, la cooperativa tranese chiude a causa di crescenti problemi economici cui non era più in grado di fare fronte, soprattutto dopo avere perso alcuni servizi istituzionali di vigilanza armata fra Amet, Comune e Tribunale.

    E non è bastata neanche la fidelizzazione della clientela privata, addirittura cresciuta negli ultimi anni, per colmare il divario.

    E così la Pegaso, istituto di caratura nazionale che sta mostrando voglia di espandersi, si è fatta carico delle pendenze economiche della Vigilanza notturna nell'atto con cui ne ha siglato l'assorbimento.

    La Pegaso ha pienamente osservato la clausola sociale, mantenendo intatti i livelli occupazionali e dunque assumendo le 23 unità lavorative della Vigilanza notturna tranese, cui probabilmente ne aggiungerà altre per implementare il servizio in città. Fra i progetti futuri, quello di stabilire la sede operativa a Trani in un nuovo capannone.

    La vigilanza notturna fu fondata nel 1970 ed il primo presidente della cooperativa fu l'ex sindaco Francesco De Palma.

    L'ultimo, Vincenzo Mastromauro, è stato colui che ha siglato il doloroso, ma inevitabile passaggio della Vigilanza Trani alla Pegaso: «Non nascondo il disagio che ho avvertito nel momento in cui ho firmato l'atto davanti al notaio - ammette - ma era ormai un'operazione non più procrastinabile. Se l’abbiamo conclusa è perché abbiamo avuto tutte le garanzie del caso, a cominciare dal mantenimento di tutti i livelli occupazionali. E, probabilmente, stiamo mettendo le basi per un’espansione del servizio in città e fuori città.


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