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L'archivio di Stato sempre più verso Barletta, il comitato di Trani scriverà alla Corte dei conti

Apprendiamo con incredulità la notizia che il Ministero della Cultura intenderebbe acquistare l’ex Palazzo delle Poste di Barletta per adibirlo a sede dell’Archivio di Stato. Non riusciamo a comprendere le logiche alla base di questo annuncio trionfalistico se non
fosse per la campagna elettorale in corso nel Comune di Barletta. Se così fosse, dovremmo prendere atto che l’ostinazione di un burocrate con spirito prepotentemente campanilistico, assecondata dai politici di turno, prevarica sugli assetti consolidati del territorio della sesta provincia pugliese in violazione delle norme legislative e regolamentari ed in dispregio delle vocazioni territoriali delle città aderenti.

Ci piace pensare che il senatore Damiani abbia errato in buona fede ad indicare la destinazione del palazzo in questione a “sede” piuttosto che a “sezione” dell’Archivio di Stato perché, diversamente, oltre a violare norme e principi, contrasterebbe con quanto già da tempo deciso, in data 11.03.2008, dal Direttore Generale degli Archivi di Stato, Arch. Antonia P. Recchia, secondo il quale: “si può perciò istituire un Archivio di Stato che, per ragioni scientifiche legate alla consistenza del patrimonio e alla storia istituzionale della Regione, deve avere sede in Trani, dove fino al 1923 ha avuto sede la Corte d'Appello della Puglia, mentre la sezione di Barletta continuerà a operare alle sue dipendenze”.

Evidenziamo che al Comune di Barletta, come dichiarato dal sottosegretario di Stato per l’interno, Molteni, in risposta ad una interrogazione del senatore, R. Quarto, erano stati assegnati, nel 2016, 974.500,00 euro per l’adeguamento strutturale e funzionale della ex Caserma Stennio da adibire a sezione dell’Archivio di Stato, giammai completata essendo necessarie altre risorse.
La sezione di Barletta dell’Archivio di Stato, quindi, era ed è ubicata in un seminterrato di un edificio condominiale mentre la sezione di Trani è ubicata nella prestigiosa sede di Palazzo Valenzano. Per il Ministero, la istituzione della sede provinciale a Trani comporterebbe una operazione a costo zero.

Lo stesso sottosegretario Molteni evidenziava le difficoltà finanziarie per predisporre ulteriori fondi a completamento della caserma Stennio e, in tutti questi anni, nelle Sezioni di Trani e di Barletta, a seguito del pensionamento di molti dipendenti, scarseggiavano le risorse per nuove assunzioni.

Ora, improvvisamente, il Ministero della Cultura sembra disporre di risorse finanziarie per oltre quattro milioni di euro per acquistare l’ex palazzo delle Poste di Barletta, per non parlare dei costi necessari per l’adeguamento strutturale e funzionale e dei tempi. Istituire la sede provinciale dell’Archivio di Stato a Barletta sarebbe un vero e proprio scippo per Trani ed un’operazione anomala ed antieconomica per il Ministero, cui invieremo le nostre segnalazioni, sottoponendole anche alla Corte dei Conti, sperando nel supporto del sindaco di Trani cui il Consiglio Comunale ha attribuito un preciso e chiaro indirizzo politico.

Alessandro Moscatelli, comitato pro Archivio di Stato a Trani


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