Quello che accade in via Paolo Caldarone, davanti alla porta del centro parrocchiale della Madonna del Pozzo destinato agli aiuti a persone indigenti, è un pesante insulto sia al buon senso, sia alla lingua italiana.
Un cartello di grandi dimensioni, affisso sulla porta, avvisa tutti che «la nostra sede Caritas non sta raccogliendo indumenti e altro per motivi organizzativi, pertanto vi preghiamo di non depositare davanti al portone sacchi con indumenti scarpe e oggettistica varia». Al contrario, soprattutto stamattina, ci sono proprio gli indumenti, le scarpe e persino una valigia trolley.
Non solo. Le condizioni di gran parte questa merce è tutt'altro che nuova e quindi, oltre ad avere ignorato quanto scritto nel cartello, gli incivili che hanno depositato questo materiale sul marciapiede non hanno neanche pensato all'imbarazzo che questi indumenti provocherebbero in chi sarebbe chiamato eventualmente ad utilizzarli.
Non è la prima volta che ci occupiamo di questo increscioso problema giacche alcuni mesi fa, in via Pansini, davanti ad una porta secondaria della sede delle suore Figlie del Divino Zelo, qualcuno aveva lasciato persino una culla insieme con tanti altri indumenti buttati lì alla rinfusa, sempre sparsi sul marciapiede.
Nell'assenza dei raccoglitori stradali, scomparsi con l'avvio della raccolta differenziata porta a porta ma disponibili al centro comunale di raccolta di via Finanzieri, il problema si è acresciuto ma quello che è inaccettabile è che non ci si può lavare la coscienza gettando veri e propri rifiuti ed illudendosi che così si è fatto del bene a qualcuno: è l'esatto contrario, e questo comportamento, se si Individuassero i responsabili, andrebbe anche opportunamente sanzionato.








