Il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha emanato un'ordinanza di sospensione dei lavori, ai sensi di legge, e l'avvio del procedimento di annullamento in autotutela del permesso di costruire rilasciato il 23 luglio 2019 all'Amministratore unico della società Giovantrosmar, di Trani, proprietaria dell'area oggetto dell'intervento edificatorio per la realizzazione di un fabbricato per civile abitazione in via Malcangi, adiacente la storica villa Monetti.
Decisiva, in tal senso, una nota acquisita dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province Bat e Foggia, i cui funzionari nei giorni scorsi avevano effettuato un sopralluogo ispettivo a seguito di un esposto pervenuto.
Ebbene, dalla Soprintendenza si apprende che «i lavori in corso d'opera per la realizzazione dell'edificio in aderenza al bene culturale denominato Villa Monetti, hanno di fatto occluso una delle porte di accesso di quel compendio, violando altresì anche le norme sulla distanza tra due fabbricati».
L'ente di tutela chiarisce, altresì, che ha «alla comunione forzosa non sono soggetti gli edifici appartenenti al demanio pubblico e quelli soggetti allo stesso regime negli edifici che sono riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico, a norma delle leggi in materia».
Nel provvedimento, inoltre, il dirigente chiarisce che «l'atto di compravendita dell'area che precedentemente faceva parte di Villa Monetti è stato formalizzato da un notaio pubblico ufficiale, cui è demandata la verifica e legittimità degli atti rogati», e che pertanto «l'ufficio è stato indotto in errore sulla valutazione della ammissibilità del progetto presentato».
La società può proporre ricorso al Tar entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento o, in via alternativa, al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.
Di certo la sospensione giunge con un cantiere già oltre modo avviato ed uno stabile giunto, in brevissimo tempo, al completamento del quarto piano.


