Più che sognare di riavere il Pronto soccorso, Trani dovrebbe puntare in questo momento a difendere la Postazione fissa medicalizzata del 118, che insieme con quella di Canosa di Puglia rischierebbe la sostanziale cancellazione.
Lo denuncia la segreteria provinciale della Federazione sindacati indipendenti, che ha sede proprio a Canosa, segnalando che «a tutt'oggi non sono state riconosciute a livello regionale le zone carenti pari a 5 unità di medici convenzionati del 118 sia per Canosa, sia per Trani».
Antonio Matarrese, segretario provinciale del sindacato afferma che «il mancato riconoscimento del personale medico del 118 determinerebbe inevitabilmente la chiusura delle postazioni fisse medicalizzate», e così si rivolge al direttore generale della Asl Bt, ma anche a Prefetto, presidente della Regione è assessore alla salute, nonché alla conferenza dei sindaci e ai primi cittadini di Canosa e Trani, invocando interventi atti a scongiurare l'interruzione di un pubblico servizio di emergenza urgenza come quello in atto a Canosa è Trani.
Da fonti Asl si apprende che è vero che la Regione non ha ancora riconosciuto Canosa e Trani "zone carenti", ma non ci sono problemi di interruzione del pubblico servizio, perché coperto con personale 118.
