Iniziamo la nostra nuova rubrica “Focus Bombo” a cura della nostra redazione, come detto, con il monumento degli Statuti Marittimi in piazza Quercia, realizzato nel 1963 dagli artisti baresi Vito Stifano ed Antonio Bibbò.
La gloriosa storia che fra poco leggerete stride, tuttavia, con le condizioni in cui versa il monumento di piazza Quercia. Il nostro obiettivo, come spiegato nell'articolo di presentazione, è quello di mantenere alta l'attenzione su un simbolo della città che purtroppo, da anni, è poco valorizzato. Senza controlli e senza un idoneo sistema di illuminazione, il monumento in più di un'occasione si è trasformato in un luogo di bivacco. Come abbiamo testimoniato nei mesi scorsi, infatti, diversi ragazzi hanno lasciato lì bottiglie, borse, carte e altro.
In questo primo approfondimento andremo indietro nel tempo quando Angelo de Bramo, Simone de Brado e Nicola di Roggiero, “consoli in arte di mare tra i più esperti dell’Adriatico”, stilarono nel 1063 una norma composta di 32 articoli: gli Ordinamenta et consuetudo maris.
Di seguito l'incipit degli Ordinamenta et Consuetudo Maris:
«Al nome delo omnipotente Dio, amen
Millesimo sexagesimo tertio prima indictione
Quisti infrascripti ordinamenti et rasone fo fact
ordinati et providuti et ancora deliberati per li
nobili et discreti homini, misser Angelo de Bramo,
misser Simone de Brado, et conte Nicola
de Roggiero, dela cita de Trani, electi consuli
in arte de mare, per li più sufficienti che se
potesse trovare in quisto golfo Adriano».
Come scrisse James Reddie, un giurista e storico inglese dell’Ottocento, gli autori compresero bene il compito che avevano intrapreso, ovvero che non avevano composto una legge solo per il porto di Trani, ma accertavano le usanze presenti sulle coste dell'Adriatico.
Questo fu il motivo per cui gli Statuti Marittimi, elaborati e promulgati a Trani, siano risaliti lungo le coste dell’Adriatico e, all’inizio del Cinquecento, approdarono addirittura nella raccolta a stampa degli Statuti della città di Fermo.
Tra gli artefici della fortuna degli Statuti Marittimi di Trani c’è stato un giurista francese, Jean-Marie Pardessus, che, pubblicando il testo degli Ordinamenta maris, avviò un vivace dibattito storiografico. L’analisi che sviluppa intorno al testo tranese a partire dal 1824, anno in cui per la prima volta cita in una pubblicazione a stampa gli Ordinamenta, e fino al 1839, in cui pubblica le due diverse versioni del 1507 e del 1589, rimane ancora la più completa e cospicua.
Ma in quale lingua furono scritti gli Ordinamenta Maris? In latino o in volgare? Pardessus crede che possano essere stati stilati nel 1063 in latino o in volgare antico, ma poi si è preferito aggiornare la forma linguistica per andare incontro alle esigenze della gente del mare, ovvero di tutti coloro che, nella pratica, avrebbero dovuto utilizzare le leggi del mare.
Prossimamente “Focus Bombo” si focalizzerà, nel dettaglio, sul monumento fatto erigere nel 1963 su indirizzo del sindaco Saverio Grilli.

