Le indennità di carica di sindaco, vicesindaco, assessori e presidente del consiglio comunale sono destinate a raddoppiare dal 1mo gennaio 2024. L'aggiornamento si sarebbe potuto operare già dall'anno in corso, ma si è scelto un incremento soft, con un ritocco in aumento del 45% nel 2022 che diverrà del 68% per l'anno 2023.
Lo ha determinato il segretario generale, Francesco Angelo Lazzaro, approvando la rideterminazione ai sensi della legge di bilancio 2022 delle indennità da sindaco e degli amministratori comunali, ed impegnando già la relativa spesa per l'anno in corso.
È stata proprio la legge di bilancio per il 2022, approvata il 30 dicembre 2021, a disporre un incremento delle indennità di funzione dei sindaci metropolitani e di quelli dei comuni ubicati nelle regioni a statuto ordinario, parametrrandole al 70 per cento del trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni, attualmente pari a 13.800 euro lordi mensili, nelle diverse misure percentuali proporzionate alla popolazione dei rispettivi comuni.
La finanziaria ha stabilito, altresì, che in sede di prima applicazione tali indennità siano adeguate al 45% e al 68% del differenziale tra le misure in godimento e quelle a regime, rispettivamente negli anni 2022 e 2023.
L'interpretazione è stata confermata dietro precisa richiesta dell'Associazione nazionale dei comuni d'Italia sulle modalità di applicazione delle percentuali, allorché il Ragioniere generale dello Stato ha chiarito che l'importo da applicare per il 2022 è quello per il 2023 si ottiene calcolando appunto, rispettivamente, il 45% e 68% sull'aumento/differenza dell'importo totale a regime per il 2024, previsto per ciascuna classe demografica di ciascun comune interessato.
La legge di bilancio prevede che le indennità di funzione da corrispondere ai vice sindaci, assessori e presidenti dei consigli comunali siano a loro volta adeguate all'indennità di funzione dei corrispondenti sindaci or ora incrementare, in forza delle stesse disposizioni e percentuali previste dal decreto del Ministero dell'Interno dello scorso 2000.
Ecco, pertanto, il quadro aggiornato: sindaco, indennità mensile precedentemente attribuita 4508,67, nuova indennità dal 1mo gennaio 2022 (45%) 6826,77, nuova indennità dal 1mo gennaio 2023 (68%) 8011,57, nuova indennità dal 1mo gennaio 2024, 9660; vicesindaco 3381,5, 5120,08, 6008,6, 7245; presidente del consiglio comunale e assessori, 2705,2, 4096,06, 4806,94, 5796. L'indennità di funzione degli assessori è dimezzata nei confronti dei lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l'aspettativa.
Le misure si applicano in queste percentuali in quanto Trani è comune capoluogo di provincia con popolazione superiore a 50.000 abitanti. Lo stesso provvedimento è stato già approvato nel Comune di Andria, ma non ancora in quello di Barletta, poiché attualmente commissariato.
Le indennità verranno adeguate già a decorrere da maggio 2022, procedendo ad un conguaglio per il periodo da gennaio ad aprile.
Il provvedimento non fa alcun riferimento ai consiglieri comunali. Infatti, l'importo del gettone di presenza non è variato e resta di 73,79 euro. Varia però, alla luce dell'adeguamento delle indennità, il massimale che ciascun consigliere potrebbe raggiungere, giacché ogni rappresentante dell'assemblea elettiva non può superare l'importo pari ad un quarto dell'indennità massima prevista dal sindaco.
Pertanto a regime, dal 1mo gennaio 2024, ogni consigliere comunale potrebbe giungere ad accumulare gettoni fino a 2415 euro, ma questo significherebbe tornare a svolgere un numero impressionante di commissioni consiliari, e tale circostanza non appare verosimile sia per una questione di opportunità, sia in considerazione del fatto che a Trani è vigente una norma che dispone che non si possa partecipare a più di una commissione al giorno.
