Continua il week end lungo con la rubrica “C’è posta per Trani”, suggestivo viaggio fra i panorami e le immagini storiche della Trani di un tempo, selezionate dagli straordinari libri, unici nel suo genere, di Rino Mennea: la seconda delle tre foto immagini è dedicata alla Chiesa di San Donato (pg.215) che si trova sulla parte orientale di piazza Mazzini, con la Torre dell’Orologio.
Qualche curiosità. La Chiesa di San Donato risale al XII secolo ed all’inizio era dedicata a San Salvatore, nel Quattrocento cambiò nome assumendone l’attuale; la sua torre, visibile sullo skyline del porto, che al tempo della costruzione era la più alta di Trani, nel 1473 fu integrato da un orologio, meraviglia del Regno di Napoli, che non aveva le usuali lancette, ma era un macchinario che segnalava le ore ed i minuti con i soli rintocchi di campanelle. La torre dell’Orologio, attigua quindi alla chiesa, è una delle torri di guardia medioevali giunta fino a noi ben conservata, costruita sotto il sindacato di Spirito Piccione, come è attestato dalle due iscrizioni e dagli stemmi, uno della città e l’altro del predetto sindaco, è alta 31 metri ed è la costruzione più alta della città dopo il campanile della cattedrale. Su di essa fu installato un orologio pubblico, ritenuto uno dei più antichi del regno di Napoli. La sua struttura è in ferro battuto con alcuni elementi in bronzo. In origine era senza quadrante e le ore venivano date solo con i rintocchi. La sua suoneria, di costruzione francese, ha una particolarità: batte prima i quarti e poi le ore; inoltre, i quarti sono regolarmente quattro, le ore sono solamente sei.
L’orologio fu un vero e proprio servizio pubblico per la città, tanto importante che nel 1541 furono spesi dalla pubblica amministrazione ben quattro scudi d’oro per una attività di manutenzione, garanzia di quattro anni, affidata a Rinaldo Bors maestro orologiaio borgognese. Infine una curiosità: nella fantasia popolare, la zona che si ramifica con in viuzze e vicoli, è considerata dimora abituale di “malìe e stregatizzi”, streghe, maghe, fattucchiere e piccoli gnomi che a vederli, questi ultimi, portano fortuna. “Jinde a San Denate” è l’indicazione dialettale dell’antico borgo che trae origine dalla chiesa omonima.
Questa e tante altre rare immagini, con notizie e curiosità storiche, sono tratte da due straordinari libri di Rino Mennea, edite da “Il Giornale di Trani”, davvero unici nel suo genere, acquistabili, fino ad esaurimento scorte, presso le edicole e librerie di Trani al prezzo promozionale di € 20,00: “La Bella Époque, Le Cartoline dal 1898 al 1920” [Trani, 2020]; “Il periodo interbellico, Le Cartoline dal 1921 al 1944” [Trani, 2021].
