«Vorrei tanto che chi ha fatto questo rinascesse e tornasse bambino, così da provare sulla propria pelle cosa significhi rubargli i giocattoli con cui divertirsi e crescere». È questo l'amaro commento di Paola Valeria Gasbarro, dirigente scolastico del Primo circolo didattico De Amicis, dopo avere scoperto, insieme con i collaboratori di quel plesso, che nella scuola materna Dell'Olio in via Istria, che lo scorso fine settimana è stata sede elettorale per lo svolgimento del referendum sulla giustizia, qualcuno ha rubato macchinine e bambole che erano state messe in custodia per i bambini in qualche angolo della scuola, proprio per liberare gli spazi utioli all'effettuazione della consultazione elettorale.
Probabilmente a causa della scarsa affluenza alle urne, qualcuno dei presenti nel plesso può avere avuto il tempo di farsi una passeggiata in lungo e in largo, arrivando persino a sottrarre quei giocattoli che, se dal punto di vista commerciale hanno un valore più che relativo, sotto l'aspetto didattico sono invece fondamentali nella condivisione degli spazi e degli orari da parte dei piccoli, che in una scuola materna non solo apprendono le prime nozioni, ma lo fanno giocando con gioia tutti insieme.
Il flop del referendum sulla Giustizia sembra si sia così esteso alla civiltà, poiché l'unica spiegazione con cui si può leggere questo gesto, se di spiegazione si può realmente parlare, è proprio quella di un imbarbarimento dei comportamenti e di un sempre più preoccupante allontanamento dai valori, finanche minimi.
«Ricompreremo quello che è stato tolto ai piccoli con le finanze del circolo - fa sapere la dirigente -, perché ai bambini non deve mancare nulla. Ma certamente, quello che è accaduto ci riempie di rabbia e profonda tristezza».
