Due mutui dirottati sul Monastero di Colonna per finanziarie i lavori urgenti che consentiranno di riaprire la struttura.
Lo ha deliberato la giunta comunale, dando seguito ad un suo precedente provvedimento con cui aveva espresso l'indirizzo per avviare gli interventi di ripristino del monastero, ancora chiuso nonostante la conclusione di lunghi lavori di restauro già portati a termine da sei anni.
Per finanziare i nuovi lavori, però, vi è bisogno di mettere mano anche ai prestiti a suo tempo chiesti dal Comune: ebbene, l'importo complessivo del progetto è 65.000 euro, di cui 35.000 per lavori, ed il finanziamento dell'opera, secondo gli intendimenti dell'amministrazione, avverrà con un diverso utilizzo di mutui contratti con Cassa depositi e prestiti.
Nel dettaglio, vi è un impegno di spesa di 17.000 euro dai fondi comunali. Con riferimento ai mutui, invece, vengono prelevati 27.000 da una posizione e 20.000 da un'latra.
Cassa depositi e prestiti ha chiesto chiarimenti con riferimento alla prima, poiché quel mutuo non è stato mai erogato in favore del Comune, e di conseguenza ha chiesto la rinuncia motivata sull'investimento originario da parte dell'amministrazione richiedente.
Palazzo di Città, dopo avere verificato che si trattava di un mutuo con il quale cofinanziare un investimento di 123.000 euro (per una spesa complessiva di 150.000), per finanziare i lavori di allestimento e arredo dell'ala del monastero adibita a museo archeologico, ha accertato che il finanziamento richiesto dal Comune non è stato mai concesso e, di conseguenza, l'investimento non è stato mai realizzato.
Per questo motivo, anche quella posizione si rende disponibile per l'intero importo del progetto di ripristino dell'immobile comunale, che sarà coperto fra mutui e fondi comunali.
«Purtroppo, dopo la conclusione dei lavori - si legge nel precedente provvedimento dell'esecutivo -, il monastero di fatto non è mai stato utilizzato ed il lungo tempo trascorso di inattività dell’immobile, con la chiusura ermetica di tutti gli ambienti, ha contribuito a creare in questi anni una serie di problematiche, che hanno provocato l’insorgere di muffa e distacco di alcune porzioni d’intonaco in alcuni ambienti situati al primo piano dell’ala ovest. Il lungo periodo di inattività - riferisce ancora la giunta - ha comportato avarie degli impianti tecnologici, che devono essere sottoposti ad interventi di ripristino funzionale a garanzia della sicurezza e della conformità degli stessi».
Questi nuovi lavori urgenti, che si sommano ad altri rivelatisi effimeri, si frappongono tra la conclusione del restauro del 2016, con conseguente riconsegna dell'immobile al Comune, e la riapertura del Monastero di Colonna, già dal 2018 affidato in concessione alla società Agorasophia, di Lecce, per farci un museo archeologico, ma il verbale di consegna con la quale ancora non si è siglato.
Ciononostante, a settembre 2018 Il Comune di Trani aveva previsto di assegnare all'aggiudicatario del bando, per la gestione quinquennale del Monastero di Colonna, 40.000 euro già stanziati nel bilancio comunale 2016 per attività di pulitura, catalogazione e restauro di una parte del materiale archeologico, in deposito presso la Soprintendenza archeologica della Puglia.
Inoltre, un altro atto d'indirizzo della giunta aveva autorizzato il concessionario allo sbigliettamento degli ingressi secondo le tariffe stabilite con l'approvazione dei servizi pubblici a domanda individuale: biglietto intero, 4 euro per persona; ridotto 2 euro, riservato a ragazzi dai 6 ai 18 anni e gruppi di almeno 25 persone; per le scuole 0,50 per studente con l'accompagnamento dei docenti.

