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Urbanistica, Bottaro contro il centrodestra: «Se a Trani si costruisce tanto, è solo a causa del loro Pug»

  • Non più facciate nascoste dai lavori del bonus 110 per cento: a Trani ultimamente si costruisce tanto, talvolta si sospendono i lavori ed allora il centrodestra accusa l'amministrazione comunale di favorire una «edilizia senza controllo».

    Il sindaco, Amedeo Bottaro, respinge con forza le accuse e le ribalta al mittente. «Per prima cosa non dobbiamo confondere i due diversi piani - premette il primo cittadino -: da una parte quello che è autorizzato; dall'altra quello che si fa in difformità rispetto all'autorizzazione. Le difformità ci sono, ma sono pochissime ed allora, se si costruisce tanto, il centrodestra dovrebbe accusare soltanto se stesso: comincio a pensare che loro hanno approvato un piano regolatore non conoscendolo, non sapendo neanche quello che hanno approvato. Perché tutto quello che si sta realizzando in questa città oggi è figlio del Pug approvato da loro».

    Bottaro, dunque, riporta le lancette del tempo al 31 marzo 2009, giorno dell'approvazione in consiglio comunale del Piano urbanistico generale, e chiarisce che «io il Pug non l'avrei mai approvato in quel modo, perché tutti gli interventi fatti, soprattutto quelli di completamento nelle zone libere, hanno appesantito un'edilizia già fin troppo spinta negli anni '70 e '80. Si previde una popolazione che non abbiamo mai raggiunto, con il risultato che la scelta di quel piano regolatore è stata di fare edificare con indici altissimi. Hanno voluto fare sorgere palazzi ovunque ed è paradossale che a lamentarsene siano gli autori di tutto questo».

    Chiarito dal suo punto di vista lo scenario storico, l'amministrazione in carica non avrebbe potuto fare nulla per invertire la tendenza? «Io sono politicamente contrario a tutto ciò - riafferma Bottaro -, ma ma noi non possiamo negare i permessi, figli proprio di quel Pug. Nostro compito è verificare che le realizzazioni siano conformi al permesso rilasciato e devo dire che, tranne pochi casi su cui siamo intervenuti, tutti questi palazzi che stanno sorgendo come funghi stanno sorgendo legittimamente».

    L'altra questione sul tavolo è la partecipazione e discussione della politica sull'urbanistica. In merito ai piani urbanistici esecutivi Villa Fanelli e Orizzonte (quest'ultimo durante il primo mandato di Bottaro), come mai, a fronte della richiesta del presidente del consiglio comunale di discutere eventualmente il provvedimento in assemblea nessuno (tranne Branà con Villa Fanelli) ha risposto?

    «È un falso problema per due ordini di motivi - risponde deciso il primo cittadino -. La competenza nazionale, in tutte le regioni d'Italia, di questii interventi edilizi è della giunta e non del consiglio. L'unica regione che ha voluto stabilire un'eccezione a questa regola è la Puglia che, in quanto eccezione, ha preteso previsto che sia richiesta la maggioranza del consiglio comunale per discuterne. Ma il fatto che passi dalla giunta non significa che non sia una garanzia, anzi è vero proprio il contrario».

    Per motivare ciò, Bottaro chiama in causa altri organi collegiali ed un precedente specifico: «Dietro l'approvazione di un Pue in giunta c'è il ruolo predominante della commissione consiliare e, soprattutto, della Commissione consiliare urbanistica, che comprende esponenti di maggioranza ed opposizione del consiglio comunale, ma anche tecnici terzi. Tale organismo esprime il proprio parere obbligatorio e l'esecutivo ne tiene conto. I due passaggi dalle commissioni sono un doppio atto di garanzia ed ecco perché quello sollevato è un falso problema».

    Ed il sindaco richiama proprio il caso del Pue Orizzonte, fra via Malcangi e lungomare: «La commissione urbanistica comunale stravolse il progetto originario, rendendolo più sostenibile e obbligando il privato a rivederlo completamente, allungando notevolmente i tempi. Ma quella era, obiettivamente, la garanzia che serviva per l'approvazione definitiva».

    Consiglio o giunta, si può almeno escludere che l'urbanistica continuino a farla i commissari ad acta? «Assolutamente sì - risponde Bottaro -. Mai più un commissario ad acta deve approvare un progetto. Una persona sola non può decidere le sorti urbanistiche della nostra città».

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