Come l’anno scorso, anche quest’anno è stata pubblicata, sulla rivista nazionale «Psallite!», una composizione di padre Giovanni Maria Rossi dedicata a San Nicola il Pellegrino, patorno di Trani: si tratta della celebrazione della Parola «A Lui gloria e potenza nei secoli dei secoli!».
Nella rivista, a corredo dell'articolo scritto dal musicista tranese Vincenzo Lavarra, compaiono anche alcune foto della cattedrale e i link per ascoltare la registrazione che fu eseguita da Rino Casale il 31 maggio 1999, anno del nocentenario della dedicazione del tempi a San Nicolino. Il Coro Interparrocchiale cittadino di Trani fu diretto proprio da Rossi, le voci dei lettori sono di Guido Pasini e del già citato Lavarra.
La sua struttura è simile a quella delle celebrazioni della “Pentecoste”, composte da Giovanni Maria Rossi per la comunità “Tenda della parola”, di Parma, guidata da don Guido Pasini. «Il titolo del testo “è preso dal cantico di Apocalisse (5,13) - spiega Lavarra - ed il canto avviene prima della proclamazione del Vangelo della risurrezione. Questo perché noi viviamo l’ascolto della Parola e il canto come Chiesa pellegrinante in comunione con la Chiesa celeste».
La composizione si può suddividere in tre sezioni: un grande canto che immette nella celebrazione: «Cantiamo a Te Cristo risorto»; uno e/o due solisti in continuo dialogo con l’assemblea, cui segue la proclamazione del Vangelo e l’omelia; dal canto delle intercessioni con risposta assembleare, preghiera conclusiva e ripresa del Cantiamo a Te Cristo risorto.
«Il canto - si legge nella rivista Psallite! - ricorda il momento culminante della vita cristiana, la Veglia pasquale. Dalla Pasqua è iniziato per tutti il cammino della nuova alleanza. La composizione è stata ideata pensando al tempo pasquale anche se, di fatto, è concepita come Celebrazione della Parola nella festa di San Nicola Pellegrino, ma può essere utilizzata anche in altri contesti comunitari in cui si voglia porre al centro dell’attenzione l’ascolto, la meditazione della Parola di Dio. Infatti - prosegue Lavarra -, l’intera composizione ha una sua specifica unitarietà, ma anche modularità che consentono di estrapolare diverse sue parti per essere utilizzate in molteplici situazioni rituali. Di certo - conclude -, numerosi sono gli spunti musicali che questa celebrazione della Parola offre agli animatori liturgico-musicali dotati di sano ingegno. Sta alla loro competenza attingere da questa esemplare opera i materiali appropriati da utilizzare per animare le varie celebrazioni».
La circostanza conferma e rafforza, ove mai ce ne fosse stato bisogno, quale punta di diamante fosse Trani in quell'epoca dal punto di vista liturgico musicale. Quello di Rossi, infatti, «non è un semplice progetto liturgico - si legge sulla rivista -, ma una partecipata e ricca celebrazione in cui vescovo, ordinati e consacrati tutti, assemblea, coro e organista sono proiettati e invitati alla lode di Dio in modo compiuto e organico: ascolto, canto, meditazione, silenzio. Una proposta simile non può rimanere chiusa nel cassetto, ma riutilizzata e rivivificata nelle nostre comunità per il tempo pasquale e non solo per riscoprire tutti i carismi presenti nel Popolo santo di Dio».







