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Trani, ha una grave infezione ad un piede ma rifiuta ospedale ed ogni altro aiuto: si teme per la sua vita

  • Oggi pomeriggio non si trovava più nella galleria che collega via Aldo Moro con piazza della Repubblica, ma dovrebbe essere sempre in zona.

    Si tratto di un 62enne tranese che versa in preoccupanti condizioni di salute, e per il quale da tempo si invocavano interventi a tutela della sua incolumità.

    Stamani sul posto si sono recati gli operatori del 118 e del Pronto intervento sociale, gli agenti della Polizia locale e quelli del Commissariato di pubblica sicurezza: obiettivo, convincere l'uomo a farsi ricoverare in ospedale per curare una grave infezione al piede che potrebbe persino comprometterne la vita.

    Finora l'uomo ha rifiutato ogni tipo di intervento in suo favore, sia con riferimento all'ospedalizzazione,  sia per quanto riguarda la collocazione in strutture di accoglienza: la sua scelta è stata a chiare lettere di vivere lì, anche trascinandosi ma sempre lì.

    I condomini proprio ieri mattina ci avevano riferito di una situazione ormai insostenibile: «Quella persona non accetta aiuto e assistenza da alcuno - ci scrivono -, al limite si fa offrire qualche sigaretta e un goccio di vino, ma per noi che viviamo lì la situazione è diventata veramente insostenibile».

    I residenti sono così tornati a rivolgersi al sindaco come massima autorità sanitaria cittadina e hanno richiamato all'attenzione del primo cittadino le tante telefonate alle forze dell'ordine, gli esposti in procura e le segnalazioni ai centri di accoglienza, che però sembra non abbiano ancora nulla.

    Si invoca pertanto un intervento autorevole per porre fine a una vera e propria emergenza, soprattutto con riferimento alle gravi condizioni di salute del paziente.

    In ogni caso, dalle ultime notizie apprese a seguito dell'intervento di stamani, l'uomo ha nuovamente rifiutato il ricovero davanti ad assistenti sociali del Comune, 118, Polizia locale e Polizia di stato e persino sua sorella.

    Gli operatori hanno certificato la sua piena capacità di intendere e volere, per cui non è neanche possibile operare nei suoi confronti il Trattamento sanitario obbligatorio: per il momento l'uomo continuerà a rimanere nella zona.


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