«Tutta la classe politica deve comprendere che c'è stato dato un compito dalla città e lo dobbiamo portare avanti con serietà, determinazione e convinzione innanzi tutto per amore della città. Spero che questo sia di insegnamento a tutti».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, a poche ore dal consiglio comunale che oggi, venerdì 29 luglio, nel giorno dell'apertura della festa patronale, si riunirà in seconda convocazione dopo non avere trovato i numeri perché si svolgesse la prima.
Come riferito ieri dalla Gazzetta, persistono i problemi all'interno della maggioranza e il primo cittadino, confermando nel frattempo che rimarrà alla guida della comunità declinando l'invito a candidarsi alla Camera, non nasconde le difficoltà interne alla sua coalizione ma, proprio partendo dalla sua vicenda, invita tutti alla responsabilità.
Quella di oggi, dunque, diventa una seduta di vera e propria fiducia al sindaco, e potrà paradossalmente accadere che, se non sarà stato per le elezioni politiche, Bottaro possa dimettersi davvero nel momento in cui dovesse rendersi conto di non avere più la maggioranza.
«Io sicuramente, nel momento in cui verificassi che quello che voglio fare non lo posso fare - chiarisce il sindaco - non certo mi accanirei e preferirei veramente ritornare a casa. Tutto quello che sto facendo, con i sacrifici annessi, ha un senso solo se riuscirò a portare avanti quello che mi sono prefissato di portare avanti. Tuttavia, per raggiungere quegli obiettivi, c'è bisogno dell'appoggio di tutti e quindi, se constatassi che non ci sono le condizioni, non avrebbe neanche più senso continuare a svolgere questo ruolo».
Un chiaro ultimatum alla sua maggioranza, dunque, da parte di un sindaco che lancia ai suoi consiglieri messaggi chiari anche per immagini. Infatti, nel post social in cui ha comunicato la sua decisione di proseguire nel mandato anziché candidarsi alla Camera, Bottaro ha pubblicato una foto dell'aula consiliare vuota, senza mascherare, anzi evidenziando i problemi che ci sono».
«Quello che ho postato, l'ho postato perché ci credo fortemente - conferma il sindaco -. C'è un patto con la città che vale più di ogni altra cosa. Una città che in questo momento sto amministrando da sette anni con un legame che è un vero e proprio amore e che spinge a volte a rinunciare veramente a tante cose, compresi gli affetti familiari, nell'interesse della città. E questo è un l'esempio che vorrei dare un po' a tutti noi».
Intanto stamani, dalle 10, seduta del'assemblea elettiva che si aprirà con le interrogazioni presentate dai consiglieri di minoranza Giovanni Di Leo, Vito Branà e, congiuntamente, Andrea Ferri ed Emanuele Cozzoli.
Seguiranno due mozioni presentate rispettivamente da consiglieri di minoranza, sul Piano strategico di contrasto alla siccità, e di maggioranza, dal titolo «Voto dove vivo».
A seguire, la presa d'atto di una delibera della Corte dei Conti regionale (di cui la Gazzetta ha già recentemente e diffusamente riferito) e delle correlate misure adottate dal Comune di Trani in sede di giunta.
Nel programma anche una variazione al bilancio di previsione, la salvaguardia degli equilibri al bilancio di previsione e l'adesione al Patto dei sindaci per il clima e l'energia.
Infine sei debiti fuori bilancio da riconoscere per altrettante sentenze emanate da vari organi della giustizia amministrativa.
