Ha destato scalpore la chiusura della chiesa dell’Assunta in via San Giorgio. Ricordiamo, infatti, che il 15 agosto, giorno in cui si celebra l'assunzione della beata vergine Maria al cielo, non si è celebrata la messa come al solito e i fedeli non hanno potuto pregare all’interno.
I devoti, che da oltre 50 anni hanno in custodia la chiesa privata, hanno voluto spiegare alla nostra redazione i motivi che sono alla base di questa chiusura: «Vogliamo chiarire a tutta la cittadinanza il perché la chiesa non è stata aperta - dice dal comitato Giuseppe Franco -: il nostro è stato un gesto di protesta».
Ricordiamo che la chiesa, oltre ad essere tradizionalmente aperta il giorno dell’Assunta, rispetta altre aperture: si celebra messa una volta al mese, oltre alle festività dell’anno cristiano come la vigilia di Natale o il giorno delle Palme. Quest’anno, però, le cose sarebbero dovute cambiare: «In un incontro avuto con don Saverio Pellegrino, parroco di San Francesco, ci era stato detto che la messa del sabato l’avremmo dovuta celebrare di settimana, il mercoledì precisamente, e non avremmo più dovuto dire messe durante le festività - continuano dal comitato -. Insomma, la chiesa sarebbe stata aperta soltanto per la festa dell’Assunta. A questo punto noi ci chiediamo: perché questo cambiamento? Anche in curia non ci hanno saputo dare risposta. Ecco perché abbiamo deciso di non aprire le porte ai fedeli come forte gesto di protesta».
Il piccolo edificio di culto è di proprietà privata e appartiene segnatamente alla famiglia Campione, ne ha dato in custodia le chiavi ad un comitato di devoti con i quali l’arcivescovo Giuseppe Carata stipulò una convenzione. Il primo a celebrare la messa nel giorno dell’assunzione fu sua Eccellenza mons. Giuseppe Carata; a seguire mons. Carmelo Cassati e mons. Giuseppe Pichierri.
«L’anno prossimo - sostengono dal comitato dei devoti - la chiesa il 15 agosto rimarrà aperta, ma per quest’anno bisognava fare un gesto forte».


