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Parchi eolici marini, cinque progetti in sei mesi. Trani è presente almeno in tre

Si moltiplicano le richieste di autorizzazione di parchi eolici marini, ma si moltiplicano anche le società richiedenti, che risiedono persino nello stesso numero civico.

Per esempio a Cavallino, piccolo comune del leccese di poco meno di 13.000 anime, al numero 5 di via Beatrice d'Aragona figurano sia la Recupero ecologico inerti, che aveva proposto un progetto il 16 febbraio 2022 (di cui La Gazzetta ha già dato notizia e che più in là richiamaremo), sia la Geoambiente, che l'11 febbraio ne aveva proposto un altro soltanto in parte sovrapponibile a quello dell'altra società del pianerottolo.

Invece una doppia richiesta di autorizzazione proviene dalla società Hope di Bari, che ha sede in via Guido De Ruggiero ed aveva proposto una prima istanza ad aprile 2022 (anche questa già oggetto della nostra cronaca) ed un'altra il 21 luglio 2022.

Nel frattempo era entrata in scena anche la Acciona energia global Italia, con sede a Roma in via Achille Campanile, il cui progetto porta invece la data del 4 maggio 2022.

A questo punto, occupandoci in ordine cronologico dei progetti ancora da noi non trattati, partiamo dalla richiesta della Geoambiente di Cavallino, datata 11 febbraio 2022, per un «procedimento di autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio di un impianto offshore di produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento nel mare Adriatico meridionale, della durata di 30 anni».

Il luogo viene indicato come al largo del comune di Monopoli, oltre le 12 miglia nautiche dalla costa. Tuttavia, guardando più precisamente l'area interessata, si tratta di un tratto di mare di competenza delle Capitanerie di porto di Bari, Molfetta e Barletta, e lo specchio acqueo è antistante i comuni di Brindisi, Savelletri, Monopoli, Bari, Giovinazzo, Molfetta e Bisceglie. Tale circostanza lo fa ricadere, anche se ai confini, anche nel territorio della Bat.  

L'area complessive di estende per quasi 25 milioni di metri quadrati, all'interno della quale gli aerogeneratori previsti sono 60, di tipo galleggiante, per la potenza complessiva di 600 megawatt. Il termine per presentare osservazioni è scaduto lo scorso 10 agosto, a tutela degli eventuali diritti di operatori e cittadini attinenti gli usi pubblici del mare fra traffico, navigazione, pesca e diporto. Decorso il termine e valutate le osservazioni, si procederà subito dopo a dare corso alle pratiche inerenti la concessione richiesta.

Il progetto presentato lo scorso 4 Maggio 2022 da Acciona energia global Italia riguarda, a sua volta, uno specchio acqueo dell'estensione complessiva di 615 milioni di metri quadrati, lungo un tratto di mare di competenza delle capitanerie di Molfetta e Barletta antistante i comuni di Molfetta, Giovinazzo, Trani e Bisceglie. Qui sono previsti 62 aerogeneratori eolici, di tipo galleggiante, per una potenza complessiva di 840 megawatt. Anche in questo caso la scadenza delle osservazioni è avvenuta il 10 agosto 2022.

Infine il progetto della Hope di Bari, datato 21 luglio 2022, riguarda un'estensione di mare di 4.300.000 metri quadrati e parte dal comune di Vieste fino a quello di Bari. Gli aerogeneratori previsti sono 80 ed in questo caso non vengono indicati come galleggianti. Qui i termini per le osservazioni si apriranno il prossimo 5 settembre e si chiuderanno il 30 settembre.

La precedente proposta proveniente da Cavallino, del 16 febbraio 2022, concerne uno specchio acqueo di poco più di 21 milioni di metri quadrati. Il tratto di mare in questione viene definito antistante i comuni di Bari, Giovinazzo, Molfetta, Bisceglie e Trani, con la conseguente competenza di tre Capitanerie. L'impianto eolico sarà composto da 60 aerogeneratori eolici, di tipo galleggiante, per la potenza complessiva di 840 megawatt da realizzarsi oltre le 12 miglia nautiche dalla costa.

Il quinto e - per ora - ultimo progetto, presentato ad aprile 2022, riguardava 80 pale eoliche marine da 600 megawatt da Barletta a Bari, spalmate su un’estensione acquea di oltre 4 milioni di metri quadrati. L’impianto eolico offshore in questione, come detto prima, è proposto dalla società Hope, di Bari.

Complessivamente sono stati proposti alla Guardia costiera cinque progetti di parchi eolici marini in sei mesi, e tutti - chi più chi meno - interessano zone di mare della Bat, ma anche del foggiano, barese e brindisino.

Un'accelerazione delle pratiche che appare favorita da una guerra che ha già convinto gli stati a dotarsi di impianti di produzione autonoma di energia, per dipendere il meno possibile da una Russia che si vuole isolare soprattutto economicamente tagliando i ponti con le sue forniture.

Ma appare indubitabile che gli imprenditori vi stiano fiutando l'affare: dopo il fotovoltaico, anche l'eolico appare il nuovo business ambientale, ancora meglio se sostenuto dai processi previsti nella transizione ecologica.

Il problema è comprendere verso quale scenario si stia andando: l'eolico marino sembra davvero una soluzione molto utile, se opportunamente regolamentata ed accompagnata nel suo sviluppo, ma la proliferazione eccessiva quanto altrettanto gioverebbe?


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