Domenica scorsa, a conclusione della Celebrazione Eucaristica, Suor Licia Capizzi ha voluto informare la comunità raccolta in Chiesa, del termine, dopo tre anni, del suo mandato di Madre Superiora delle Suore del Divino Zelo e del suo nuovo incarico: si dedicherà alla Missione di Pllanë in Albania. Le subentrerà Suor Maria Signore, proveniente dalla Comunità educativa per minori “Annibale M. Di Francia” di Altamura, presente anch’essa alla Celebrazione Eucaristica.
Abbiamo voluto incontrarle per augurare ad ambedue un buon servizio alle comunità religiose e laiche che saranno loro affidate a loro, non prima di ricordare ai lettori la vitale connessione che la Congregazione ha con il tessuto cittadino per la loro vocazione ed azione a favore dei poveri e dei poveri. Arrivarono a Trani nel 1910 per insediarsi a Palazzo Carcano nei locali offerti da Mons. Carrano, sottolineando il privilegio che la Città ha avuto per i forti e continui legami con la figura e l’opera di S. Annibale Maria fin dal 1907, tanto che nel successivo 1930 la città vide insediarsi i Padri Rogazionisti ora presenti, sulla via omonima del fondatore, presso la Parrocchia Santuario della Madonna di Fatima.
È proprio nel solco del carisma del rogate e nell’impegno della preghiera quotidiana, per promuovere le vocazioni nella chiesa, è la cifra delle “buone operaie” del Divino Zelo che si rendono disponibili con il dono di tutta la vita per la promozione umana e l’evangelizzazione dei piccoli e dei poveri.
Suor Licia, come è stata la tua esperienza in questa comunità? Che cosa porti e cosa lasci?
Tre anni fa è stata la mia prima volta a Trani, provenivo da Firenze dopo trent’anni di azione missionaria nelle Filippine ed in Australia. La prima impressione che ebbi fu di una città accogliente e capace di impegnarsi; questo l’ho poi constatato non solo nell’ambito della mia comunità religiosa, ma anche nei fedeli che hanno frequentato il Santuario per la preghiera e che ci hanno dato una mano in tutte le attività assistenziali che noi portiamo avanti. Devo ringraziare in particolare sia i Padri Rogazionisti, che sono presenti ogni giorno per l’Animazione Liturgica e per i Sacramenti, che gli educatori e le educatrici che sostengono il nostro quotidiano compito di assistenza alle due comunità che seguiamo: “Comunità Mamma e Bambino” e “Comunità di minori soli” che non è facile portare avanti dopo l’esperienza del lockdown a motivo della pandemia.
Suor Licia, ed ora cosa ti aspetta?
A fine mese mi trasferirò In Albania a Pllanë dove c’è una comunità di minori da seguire in ambito scolastico, dalla materna alle medie, e medico per un ambulatorio, supportato mensilmente da un gruppo di medici italiani, per bambini audiolesi.
Suor Maria, un passaggio di consegne "morbido" con Suor Licia?
Sì, nell’ambito della nostra congregazione è previsto un avvicendamento ogni tre anni, sono tempi canonici, nella guida e nella animazione della comunità. L’augurio è importante che questa comunità, che opera da tanti anni, continui a camminare nella continuità nel nostro piccolo e con le nostre fragilità ed i punti di forza. L’aiuto più grande, di cui si ha bisogno e che è alla portata di tutti è la preghiera, del ricordo davanti al Signore, del sostegno e della vicinanza: poi ciascuno trova le modalità per poter essere accanto.
