La scuola è iniziata da due settimane ma il liceo De Sanctis, nella sua succursale di via Andria, ancora non è tornato. Niente lezioni, almeno fino a quando non ci sarà un servizio bus disponibile con fermata all'esterno del plesso alle 8, orario di inizio delle lezioni.
Così, allo stato, il dirigente scolastico, Grazia Ruggiero, ha disposto i doppi turni con le seguenti modalità: lunedì, mercoledì e venerdì primo turno con indirizzi classico e linguistico e secondo con Scienze umane; martedì, giovedì e sabato si procede a parti invertite.
Il primo turno inizia alle 8 e termina alle 10:40, il secondo parte alle 11:15 e si conclude alle 14. Ovviamente, non si va oltre le tre ore di lezione, circostanza che non potrà prolungarsi all'infinito.
In questo modo, però, almeno si riescono ad occupare i soli locali del plesso centrale di piazza Natale D'Agostino. Al contrario, per quelli che da quasi un anno la Provincia conduce in locazione in via Andria, di proprietà privata, tutto è ancora fermo al punto di partenza.
Il presidente della Bat, Bernardo Lodispoto, ha fatto sapere che il servizio di trasporto scolastico non spetta alla Provincia, che l'ente ha messo a disposizione della scuola lo stabile occupandone una parte con i propri uffici, senza assolutamente interferire con gli spazi ampiamente disponibili per l'istituto e che, anzi, ha rappresentato al dirigente scolastico la necessità che, quanto prima, il liceo De Sanctis faccia ritorno in quelle aule per le quali, al netto dei suoi uffici, la Provincia sta pagando a quel privato un robusto canone di locazione senza che quei locali vengano utilizzati, sempre che altri istituti della Bat non manifestino interesse ad occuparli.
Lodispoto ha così rispedito la palla nel campo di Trani, dove siamo fermi alle rassicurazioni, prevalentemente verbali, ottenute dal sindaco Amedeo Bottaro presso la Regione Puglia circa l'estensione del chilometraggio del servizio di trasporto pubblico locale e, di conseguenza, la possibilità di attivare l'estensione della linea a nord della città fino alla succursale di via Andria.
Allo stato, però, di formale non c'è nulla e così Amet (che nel frattempo è ancora creditrice per il servizio reso lo scorso anno scolastico) non è partita. Nell'assenza di un bus la scuola, a sua volta, ben si guarda dal recarsi alla sua sede staccata, poiché l'accettazione di quella sede era stata subordinata proprio alla garanzia di un trasporto pubblico che invece, allo stato, non c'è.
La professoressa Ruggiero ha confermato in ogni caso una interlocuzione in corso rispetto alla effettiva disponibilità di un servizio di trasporto, ma purtroppo è la prima a non conoscere tempi e modalità nell'assenza di risposte ufficiali.
E così i ragazzi vanno a scuola ad intermittenza, l'attività didattica non entra a regime e gli alunni delle quinte classi cominciano già a chiedersi cosa sarà dei loro esami di maturità: paradossalmente, quest'anno sembra siano vivendo più problemi in presenza di quanti ne abbiamo avuti nei due precedenti da remoto con la Dad.
Tutto questo terminerebbe semplicemente se si avessero date certe sull'attivazione di un servizio bus e la ripresa delle lezioni in via Andria: qui sono attesi quasi 400 alunni che saranno distribuiti in 18 classi, tante quante lo scorso anno quando, però, il numero dei frequentanti era 360.
La nuova sede era subito piaciuta a tutti e questo aveva determinato un incremento delle iscrizioni che però, fino ad oggi, si è rivelato un boomerang con la scuola costretta a doppi turni, sacrifici e disagi in un plesso già da tanti anni non più capiente rispetto alla sua ormai enorme popolazione scolastica.
