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Eolico marino a Trani, Bottaro: «Non contrari all'idea, ma al numero eccessivo di impianti»

«La nostra non è una posizione di chiusura, ma di verifica: non vorremmo che poi, da non fare niente, arriviamo a consentire di tutto». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, in merito ai progetti di realizzazione di parchi eolici marini per la produzione di energia elettrica recentemente presentati all'autorità marittima.

Come la Gazzetta ha riferito nei giorni scorsi, se ne sono contati cinque negli ultimi sei mesi, con riferimento alla costa pugliese dal Gargano a Brindisi: di questi, almeno tre passerebbero dalle acque antistanti Trani, sebbene a non meni di 12 miglia dal litorale.

Due richieste provengono dalla città di Cavallino, da società che hanno nomi diversi ma sede presso lo stesso numero civico. Altre due da Bari, ed in questo caso a cura di una stessa società, ed il quinto da Roma. Ciascuno di questi impianti garantirebbe una congrua autoproduzione di energia, ma determinerebbe anche un impatto ambientale in merito al quale, come da prassi, nel corpo delle richieste di autorizzazione l'autorità competente ha fornito ai portatori di interessi collettivi termini temporali entro cui formularle.

La Geoambiente, di Cavallino, ha indicato un tratto di mare antistante i comuni di Brindisi, Savelletri, Monopoli, Bari, Giovinazzo, Molfetta e Bisceglie. L'area complessiva si estende per quasi 25 milioni di metri quadrati, all'interno della quale gli aerogeneratori previsti sono 60, di tipo galleggiante, per la potenza complessiva di 600 megawatt.

La Rei, sempre di Cavallino, localizza le sue pale eoliche in mare lungo i comuni di Bari, Giovinazzo, Molfetta, Bisceglie e Trani: 60 aerogeneratori eolici, di tipo galleggiante, per la potenza complessiva di 840 megawatt.

La Acciona energia global Italia, di Roma, indica 615 milioni di metri quadrati lungo un tratto di mare di antistante i comuni di Molfetta, Giovinazzo, Trani e Bisceglie. Qui sono previsti 62 aerogeneratori eolici, di tipo galleggiante, per una potenza complessiva di 840 megawatt.

La Hope, di Bari, propone un progetto da Vieste a Bari, con 80 aerogeneratori, ed un altro sempre con 80 pale eoliche marine, in questo caso da Barletta a Bari.

Ebbene, il comune di Trani non ha prodotto osservazioni su alcuno di questi progetti, «perché nessuno di questi ricade in maniera diretta o vicino alla nostra costa - spiega il sindaco -. Stiamo però seguendo le osservazioni che sono state prodotte dalle associazioni che nel frattempo si sono costituite. Adesso questi progetti, che peraltro in parte noi condividiamo, faranno il loro iter e noi li stiamo monitorando per comprendere dove finiscano i vantaggi e dove, eventualmente, comincino gli svantaggi.

Più in generale, «mai come in questi casi occorre raggiungere un punto di equilibrio in tutta Italia ripensando alla necessità di diventare autonomi nella produzione energia. Però questo - chiarisce Bottaro - non significa "sbracarci" e consentire di tutto: sarebbe un atteggiamento quasi schizofrenico di un Paese che prima non ha concesso quasi nulla e poi improvvisamente concede tutto».

In altre parole, da parte dell'amministrazione comunale di Trani, «grande equilibrio per cominciare a ripensare la produzione di energia, rendersi autonomi ma ricercare anche il minore impatto possibile sull'ambiente, evitando di privilegiare solo gli interessi economici delle grandi società».

Un'accelerazione delle pratiche che appare favorita da una guerra che ha già convinto gli stati a dotarsi di impianti di produzione autonoma di energia, per dipendere il meno possibile da una Russia che si vuole isolare soprattutto economicamente tagliando i ponti con le sue forniture.


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