«Non è più tempo di parlare soltanto della situazione della criminalità nella Bat. Occorre parlare della risposta dello Stato». Le parole del procuratore di Trani, Renato Nitti, fanno comprendere che il bicchiere della pericolosità del territorio della Bat sia ancora sostanzialmente mezzo vuoto. E forse definirlo mezzo vuoto è persino un eufemismo.
L'occasione del suo commento è data dall'aggiornamento dei dati a livello nazionale del Sole 24 Ore, di cui abbiamo riferito ieri, che ha stilato un nuovo rapporto sulla base delle informazioni fornite dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno.
La Bat è 50ma in questa classifica, e questo potrebbe sembrare quasi un segnale incoraggiante considerando che si trova nella parte sinistra della tabella. Ma è anche vero che, fra gli indicatori specifici, sono purtroppo confermati quelli per i quali il territorio è ormai sempre più tristemente famoso.
Infatti Barletta-Andria-Trani resta prima nella classifica nazionale dei furti d'auto e si trova, purtroppo, ai piedi del sempre non invidiabile podio per quanto riguarda i tentati omicidi.
E non appare casuale il fatto che il procuratore, a sua volta, richiami proprio la stessa relazione, affermando che «fotografa una situazione criminale del circondario assolutamente allarmante». Da qui il nuovo, accorato appello a porre la Bat in posizione di massima priorità nell'agenda degli interventi: «Da tempo la Procura di Trani sta segnalando alle Istituzioni nazionali ed all’opinione pubblica la gravità della situazione, documentandola accuratamente - scrive Nitti commentando gli ultimi dati -. Abbiamo infatti segnalato, denunciato, documentato che le forze di polizia giudiziaria in servizio in questo provincia sono radicalmente insufficienti. Il tema di cui parlare è allora l’inadeguatezza della rete dei servizi di polizia giudiziaria nella Bat: Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri sono qui chiamati ad un compito impossibile perché, nonostante la loro professionalità e la loro abnegazione - conclude il capo della Procura di Trani -, sono in numero straordinariamente inadeguato rispetto a province che hanno le medesime caratteristiche».
Una pubblica denuncia che si ripete, si rafforza ed inevitabilmente giunge all'attenzione del futuro nuovo Parlamento, prim'ancora che del Governo che nascerà, perché abbiano sin da adesso chiaro lo scenario particolarmente preoccupante di una provincia che non si può considerare non prioritaria solo perché nata per ultima nel Paese.
