Il Pnrr va avanti tra le incognite legate al caro materiali, al caro energia e al cambio di governo. Dopo aver raggiunto entro il 30 giugno i 45 obiettivi che frutteranno all’Italia la seconda tranche di fondi pari a 21 miliardi di euro, il Piano nazionale di ripresa e resilienza entra nel vivo della fase attuativa che dovrà essere gestita dal nuovo esecutivo.
Se ne è parlato sabato 15 ottobre all’auditorium della Croce Bianca di Trani (che quest’anno festeggia i 100 anni dalla fondazione) dove il Lions Club Trani Ordinamenta Maris ha organizzato un incontro con il giornalista tranese Francesco Cerisano, redattore di ItaliaOggi ed esperto dei temi di politica e economia.
Nell’incontro, introdotto dalla presidente del Lions Club Ordinamenta Maris, Elena Mucci, sono stati evidenziati i risultati finora raggiunti dall’Italia pur tra le difficoltà legate al caro materiali e alla crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina.
Gli enti locali e in primis i comuni, principali soggetti attuatori del Pnrr, non riescono a spendere tutte le risorse che stanno arrivando dall’Europa.
E i comuni del Sud (a cui il Pnrr destina il 40% dei fondi) risultano essere quelli in maggiore affanno. A questo si aggiungono difficoltà burocratiche che impediscono ai ministeri di trasferire regolarmente i fondi ai municipi con inevitabili ripercussioni sui pagamenti alle imprese e ai fornitori.
