Alcuni parlano di dimissioni e relativo stillicidio, richiamando quelle recenti di Cecilia di Lernia, (rientrate a tempo di record) e Pierluigi Colangelo (confermate). Altri parlano di strappo, ma forse nel suo caso sarebbe meglio definirla «scossa». Quasi tellurica, ma pur sempre scossa.
Francesca Zitoli, assessore alla pubblica istruzione, giovedì prosismo 27 ottobre, alle 16, nella sala Tamborrino di Palazzo di città, terrà una conferenza stampa con il sindaco, Amedeo Bottaro, cui ha verbalmente comunicato il proposito di terminare anticipatamente il suo mandato.
L'assessore, però, non parla specificatamente di dimissioni né ha protocollato nulla, «poiché il rapporto fiduciario fra il sindaco e la sottoscritta è ben saldo - chiarisce -, ma in un clima fortemente mutato nella nostra amministrazione, che rischia di vanificare il gran lavoro finora svolto».
Bottaro è al secondo mandato, non sarà più eleggibile e la sua delegata vorrebbe dare un segnale forte poiché già si starebbe scatenando una corsa per la successione a suon di sportellate che rischiano di minare dall'interno il percorso in atto.
Zitoli ci terrà soprattutto a focalizzare l'attenzione sui risultati già portati a casa dal suo assessorato, soprattutto con riferimento al Pnrr: «Il finanziamento per la demolizione e ricostruzione della Papa Giovanni XXIII - ricorda -; quello per il nuovo asilo nido; l'attivazione delle sezioni primavera; l'aumento dei fondi ed ore per l'assistenza specialistica; l'incentivazione delle proposte culturali, sebbene mi addolori la persistente assenza di un teatro».
Zitoli è docente presso un liceo e sta svolgendo contemporaneamente tale mansione e quella di assessore. Probabilmente c'è un problema di logoramento, ma certamente il suo è un segnale soprattutto politico «mirato alla condivisione dei temi ed al rispetto del lavoro altrui, senza sovrapposizioni ed invadenze mirate alla corsa verso la candidatura a sindaco nel 2025».
Il 2025 non è così lontano, ma neanche troppo vicino. E l'amministrazione Bottaro bis non può sfilacciarsi a metà del suo cammino pensando solo a chi debba prendere il suo posto: politicamente sarebbe un suicidio che pagherebbe solo la città.
Zitoli aveva comunicato a Bottaro i suoi propositi già lo scorso 15 agosto, ma era stata invitata a temporeggiare fino alle politiche: terminate quelle, è tornata alla carica. Ma stavolta, almeno, tutto sarà alla luce del sole. Con Bottaro che la tratterrà e lei che accetterebbe di restare. A patto, però, che davvero si torni non a parlare, ma ad agire nella collegialità.
