A Palazzo Beltrani prosegue la rassegna letteraria e cinematografica dedicata a Pierpaolo Pasolini. "Pasolini e la religione del suo tempo" è il titolo scelto per l'incontro di ieri, giovedì 27 ottobre, in cui con Vito Santoro ha dialogato Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna.
Al centro della conversazione "La ricotta", il film breve del 1963, summa del pensiero pasoliniano in cui il consumismo sfrenato si scontra con una realtà borghese ignorante mentre sullo sfondo si alzano le tre croci.
"La ricotta", facente parte del film a episodi Ro.Go.Pa.G., è il terzo esperimento cinematografico di Pasolini, ma anche l'ultimo con al centro il sottoproletariato romano. Dopo "Accattone" del 1961 e "Mamma Roma" dell'anno successivo, l'episodio di Ro.Go.Pa.G. "chiude una trilogia sebbene ci sia un evidente cambio di registro" come ricorda Chiesi.
"La ricotta", inizialmente commissionato sull'onda del successo dei film precedenti e non pensato per la serie di episodi, è la storia di un morto di fame che - alla fine - morirà davvero. In croce, mentre il regista accompagnato da una schiera di amici, attori e produttori aspetta che Stracci pronunci la sua battuta, lui crepa. I segnali funebri accompagnano l'intero episodio, dal petto sudato della prima inquadratura al respiro ansimante e faticoso. Chiesi ribadisce che i richiami biblici, attuati dall'uomo che "da buona parte dell'opinione pubblica italiana era visto come il diavolo, per la dichiarata omosessualità e la fiducia nel PC" vanno oltre la citazione iniziale tratta dai Vangeli e ripercorrono le pale di Rosso Fiorentino e Pontormo, trattenendo l'eco del Masaccio.
Non solo riferimenti artistici, però. Durante l'incontro Santoro ritorna ripetutamente su uno dei passaggi più celebri de "La ricotta". Egli danza. La battuta, che inizialmente era pensata come risposta ad una domanda diretta al regista su Pasolini, resterà invariata nella versione definitiva ma si riferirà a Fellini. Da qui una lunga riflessione sul rapporto umano e artistico che per tutta la vita legò Pasolini a Fellini, tra ammirazione e delusione.
Il ciclo pasoliniano prosegue oggi, venerdì 28 ottobre, alle 19 con la lectio "Amiche, Muse, Madri. Le donne nella vita e nelle opere di Pasolini" tenuta da Lea Durante.


