A causa delle recenti, copiose piogge alcuni ambienti di Palazzo Gadaleta, sede della Sezione fallimentare del Tribunale di Trani si sono allagati. Si tratta, peraltro, di locali già non accessibili al pubblico perché inibiti a seguito di provvedimenti cautelari emessi oltre dieci fa, nell'ormai lontano 2012. L'acqua, però, è filtrata anche in altri ambienti non frequentati dal pubblico ma adibiti ad archivi.
Il presidente del Tribunale, Antonio De Luce, fa sapere che «si sono già disposti degli interventi immediati, ma in ogni caso sia gli incidenti accaduti, sia i lavori da effettuarsi non arrecheranno intralci all'attività giudiziaria e disagi ad operatori e pubblico.
In realtà le precarie condizioni di Palazzo Gadaleta sono note già da tempo. Si tratta, dopo Palazzo Carcano (che è in attesa di costosi lavori di restauro da parte del Demanio statale, cui il Comune ha ceduto l'immobile) dello stabile decisamente più malridotto tra quelli in cui si amministra la giustizia a Trani.
Situato in piazza Trieste, Palazzo Gadaleta è un ex monastero che mostra tutti i segni del tempo ed è stato al centro di numerosi lavori straordinari e messa in sicurezza che hanno semplicemente rinviato, ma non eliminato il problema strutturale.
Lo stabile richiede ben tre tipi interventi diversi, cominciando dai tetti per proseguire con gli interni ed infine le facciate. Basta osservare queste dall'esterno, senza neanche essere operatori giudiziari o utenti, per notare forti cespugliamenti che sono il chiaro segnale di continua e crescenti infiltrazioni.
De Luca fa sapere che il Ministero della Giustizia ha già destinato per quel palazzo un importante finanziamento di circa 1 milione di euro, ma i lavori ancora non sono partiti e di questo paga pesantemente le conseguenze l'intero circondario giudiziario di Trani.
Tanto è vero che l'Ufficio notifiche, esecuzioni e protesti si trova da anni in via Montegrappa, allocato in un immobile di proprietà di Amet, società partecipata del Comune ma che per il Ministero rappresenta un pesante fitto passivo. Prima era proprio a Palazzo Gadaleta, ma poi se ne era dovuto staccare proprio per la cronica carenza di spazi.
E nel 2018 è stato il Comune di Trani a fare svolgere gli ultimi lavori urgenti di messa in sicurezza, per un importo di 52.000 euro, a seguito di alcuni distacchi di intonaco verificatisi dai soffitti di alcuni locali ubicati al primo piano. Gli interventi si svolsero su due lotti, di quattro stanze ciascuno, poiché sono complessivamente otto i locali inibiti, oltre un ulteriore intervento sulle coperture.
Il Ministero della Giustizia ha l'onere delle spese di funzionamento degli immobili dal 1mo settembre 2015. Si spiega proprio per questa ragione il fatto che le spese per il ripristino di quegli otto ambienti, non disponibili da epoca antecedente al passaggio delle consegne del 1mo settembre 2015, siano invece stati a carico del Comune.








