Non sembra sia bastato l'intervento dei giorni scorsi da parte dei Carabinieri, con il sanzionamento e segnalazione all'autorità giudiziaria, almeno per il momento, di tre responsabili. Infatti, i parcheggiatori abusivi di piazza Re Manfredi, all'ombra del Palazzo di giustizia, continuano a spadroneggiare e, anzi, sembrano sfidare apertamente le istituzioni.
Lo farebbero manomettendo i due parcometri di Amet per il pagamento della sosta sulle strisce blu di quel sito: obiettivo, scoraggiare gli utenti e convincerli a versare loro una somma «a piacere» per continuare a svolgere la loro attività illecita, anche fra quelle stesse strisce blu che dovrebbero essere affidate alla pubblica amministrazione.
Secondo quanto si apprende da Amet, il fenomeno ha preso piede soprattutto nelle ultime due settimane, e quasi quotidianamente. Grazie alla connessione in rete di tutte le postazioni con la sede aziendale, dagli uffici ci si accorge di un malfunzionamento e ci si reca sul posto per risolverlo: ebbene, quasi sempre il problema nasce dall'inserimento di chewing gum nelle fessure per il conferimento di monete o, in alternativa, pezzi di carta e/o cartoncino pur di evitare che il servizio sia utilizzato.
Solitamente tale pratica rende impraticabile il pagamento con monete, ma non quello con carte elettroniche, ma poiché la maggior parte delle volte l'utilizzo dei parcometri avviene proprio tramite monete, le manomissioni corrispondono ad una autentica messa fuori servizio del dispositivo. Di conseguenza, si integrano quanto meno le ipotesi di danneggiamento e interruzione di un pubblico servizio.
In ogni caso, quand'anche esso sia attivo, i parcheggiatori si adoperano in maniera più che plateale per fare sistemare decine e decine di vetture al di fuori delle strisce blu, e quindi in divieto di sosta. Oltre questo, ovviamente, chiedono e ottengono, come sempre, la solita somma «a piacere».




