Sequestrata la droga, ma restituito il denaro. È quanto ha deciso la Sezione penale del Tribunale del riesame di Trani (presidente Volpe, a latere Pedone e Azadi) con riferimento ad un sequestro di quasi un chilo di sostanza stupefacente ed oltre 12.000 euro in banconote avvenuto nei giorni scorsi presso l'abitazione di un 22enne albanese.
Era stato sottoposto a perquisizione personale locale dai Carabinieri della Stazione di Trani, che avevano rinvenuto una decina di bustine di marijuana, materiale per il confezionamento delle dosi ed il denaro ritenuto provento della presunta attività di spaccio.
Nel verbale di sequestro si riferiva di «un servizio preordinato finalizzato al contrasto del fenomeno di attività illecita di sostanze stupefacenti, avendo avuto fondato e circostanziato motivo di ritenere che presso l'abitazione potessero essere detenute decisamente sostanze stupefacenti e psicotrope così da rendere necessario un servizio di perquisizione personale e locale».
Per gli avvocati Giovanni Stella ed Enrico Alvisi, difensori del cittadino albanese, il decreto di perquisizione sarebbe dovuto ritenersi nullo per mancanza di motivazioni circa la legittimità della perquisizione effettuata. Infatti, il pubblico ministero nulla avrebbe specificato quanto agli elementi investigativi che giustificassero l'atto d'urgenza nell'assenza di una fonte confidenziale, di informazioni assunte dagli abitanti della zona, né di indicazioni dei Carabinieri derivanti da conoscenza diretta appresa durante altri servizi.
Un presunto vizio motivazionale cui si sarebbe aggiunto anche il mancato test di proporzionalità: i legali non discutevano il fumus del reato, ma a loro dire sarebbe mancata la prova che la marijuana trovata fosse a valle di una ben più consistente quantità di droga già venduta.
Peraltro, i soldi erano stati versati su un libretto di deposito e pertanto confusi, circostanza che avrebbe reso impossibile risalire alla provenienza materiale del denaro poiché i numeri seriali delle banconote si erano persi nella mescolanza con quel deposito.
I legali avevano chiesto di accogliere l'eccezione di nullità e, in via subordinata, annullare il decreto condividendo gli aspetti di merito dedotti.
Il Tribunale del riesame ha annullato il decreto di convalida del sequestro probatorio emesso dal pubblico ministero limitatamente al sequestro del denaro, ordinando di conseguenza la restituzione dello stesso al cittadino albanese.
Quest'ultimo, peraltro, con riferimento alle responsabilità circa il possesso della sostanza stupefacente, è stato prima associato al carcere di Trani e poi ristretto ai domiciliari.
