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Consiglio comunale di Trani, la demolizione dell'ex Angelini è realtà: approvata con 19 «sì» e 7 «no»

Il consiglio comunale ha approvato con 19 favorevoli e 7 contrari, il progetto di demolizione dell'ex distilleria Angelini attraverso il vincolo preordinato all'esproprio per motivi di pubblica utilità, giacché al suo posto è previsto un parco.

Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha accompagnato la sua relazione preliminare con delle diapositive, sintesi di un progetto costituito di 280 tavole.

Ma prima ha chiarito: «Ero certo che la mia maggioranza non mi avrebbe mai tradito su questo provvedimento, e sono fiero di approvarlo con i voti proprio della mia maggioranza, e non di altri. Ci siamo arrivati con fatica perché i tempi sono ristrettissimi. Infatti, domattina dobbiamo già pubblicare il bando e, martedì, dobbiamo trasmettere il bando alla Gazzetta ufficiale. Così, dal 29 al 31 mattina, noi abbiamo il tempo per inserire nella piattaforma Regis, tutto quello che serve per avere il 20 per cento in più di finanziamento».

Secondo Bottaro, «questo provvedimento cambierà la storia di questa città e richiamare la citazione del Comune da parte dei privati è puro terrorismo per bloccare l'opera. Il privato, nella citazione, non dice che il provvedimento è sbagliato, ma chiede solo di costruire. Ma di questo non si discute in questa sede, e noi ci stiamo difendendo in quella opportuna, che è quella giudiziaria. Ma, alla fine, è una causa assolutamente pretestuosa, messa su per intimidire il consiglio comunale».

I numeri: 300 metri di linea di costa e 19.000 metri quadrati. Gli unici volumi sono marginali, su suolo comunali e di social housing. Inoltre, una rambla che parte dal castello o che al castello conduce a seconda della direzione.

Il dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha aggiunto che «soltanto qualche giorno fa abbiamo ottenuto un nuovo finanziamento di 2 milioni di euro per la riqualificazione dell'ex macello comunale, che si aggiungono ai 18 di Pinqua costa nord e quindi il totale fa 20 milioni. Abbiamo dovuto fare in fretta e trovato le consulenze dell'ingegner Talarico e dell'archeologo Ruggiero, di Trani. Abbiamo anche fatto una verifica sulla sostenibilità ambientale dell'area, che risulta non inquinata».

Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica previsti sono 42, sulla falsariga dei 23 di via Grecia. Si tratta di tre fabbricati realizzati su strutture di acciaio e bullonate che potranno, in un futuro, essere anche smontate ed intanto saranno completamente autonome dal punto di vista dell'approvvigionamento energetico.

Dal recupero del mattatoio nascerà una struttura sociale, accanto sorgerà un ostello della gioventù. Previsti parcheggi di servizio per gli operatori del Tribunale, per liberare l'area di piazza Re Manfredi e valorizzarla come esclusivamente pedonale.

Quanto ai tempi, «tutti i lavori devono essere completati entro il 31 dicembre 2025 - ha fatto sapere Gianferrini -, per rendicontare tutto entro il 31 marzo 2026».

Di seguito gli interventi.

Di Leo. Tutto molto bello, ma la nostra storica villa comunale sta morendo e chi se ne occupa? Ma anche il parco di via delle Tufare e l'ex pinetina di via Andria sulla carta erano bellissime, eppure oggi sono già caduti nel degrado. In ogni caso, con il privato era stato siglato un protocollo d'intesa con il privato, si è sfruttato il progetto del privato, si è ottenuto il finanziamento e poi si è cambiata idea e si è deciso per l'esproprio. Si tratta di un atteggiamento omissivo e poco trasparente, possibile preludio a sgradite sorprese a carico dei consiglieri comunali.

Palumbo. A mio parere l'opera è meravigliosa e rilancia una zona da sempre trascurata, brutta e degradata. E l'idea risponde bene ad interessi pubblici. Ma un interesse pubblico altrettanto forte sarebbe dovuto essere la cittadella della giustizia. E questa è una grande occasione persa, perché su Palazzo Carcano nutro ancora forti dubbi e Trani potrebbe persino tornare ad essere sede di un nuovo distretto di Corte d'Appello. Avremmo dovuto rispettare le previsioni del Piano urbanistico generale, ed invece lo abbiamo stravolto. E, soprattutto, la delibera non ci spiega perché si sia cambiata idea rinunciando ad un interesse pubblico più forte di quello attuale.

Ferri. Sarebbe stato meglio portare in consiglio comunale l'atto di partenariato, bocciarlo e poi portare questo. Questa delibera, invece, appare pasticciata ed aperta a numerose conseguenze. E poi perché bocciare per sempre la cittadella giudiziaria? Purtroppo, ci è stato dato pochissimo tempo per studiarci il provvedimento, ma in così pochi giorni questo non è possibile. In queste condizioni non possiamo essere d'aiuto e per noi è un salto nel buio.

Bottaro. Gli interventi della minoranza paiono persino in contraddizione fra loro. Il consigliere Di Leo ci ha parlato come i difensori della proprietà che ci ha citato. Ma Guastamacchia vuole fare 27.000 metri cubi di residenze (partendo da 60.000), non un palazzo di giustizia. E nella causa si duole di non poter costruire case. La cittadella giudiziaria? Dal 1mo settembre 2015 le competenze dell'edilizia giudiziaria sono passate dai Comuni al Ministero della giustizia. Ed il presidente del Tribunale ha espresso la volontà di realizzare la cittadella giudiziaria nella stessa area già esistente. Invero, nel 2003 era partita un'interlocuzione mia, da assessore, con il curatore fallimentare della distilleria per lo smantellamento del'area ai fini della realizzazione di una cittadella giudiziaria. Ma poi arrivò la nuova amministrazione e non se ne fece più nulla. Nel 2009 Guastamacchia compra l'area prima dell'approvazione del Pug, quando il suolo era ancora parzialmente edificatorio, salvo poi diventare cittadella giudiziaria. Questa era un'area pubblica dall'inizio, e su quell'area la distilleria neanche poteva sorgere: era zona verde parco già dal Prg del 1971.

Corrado. Ogni scelta politica va contestualizzata nel suo periodo storico, ed all'inizio degli anni 2000 eravamo in grande emergenza con l'edilizia giudiziaria, le spese erano folli e serviva la cittadella. Ed il project della cittadella giudiziaria era l'unica prospettiva possibile. Poi, è vero, la strategia del Ministero è cambiata e siamo arrivati ad oggi.

Di Gregorio. Io non dimentico le denunce fra il 1988 ed il 1993, le dispersioni di gas in atmosfera, le persone ustionate, quel bubbone chiamato distilleria. Quindi, per prima cosa, quel rudere va rimosso. La cittadella giudiziaria? I nostri palazzi storici sono già una cittadella giudiziaria: a che pro svuotarli? E non dimentichiamo la storia dell'area Lapietra, del contratto di quartiere e tanto altro. E adesso dobbiamo spaventarci per un atto di citazione? La nostra unica esigenza è di dare un volto nuovo a quel quartiere.

Cornacchia. Il Pd voterà il provvedimento all'unanimità. E lo fa nell'interesse pubblico. Questo è un polmome verde che i cittadini potranno godere. Cittadella giudiziaria? La risposta è stata Palazzo Carcano, perché il Ministero non vuole più investire in nuovi volumi, pena il trasferimento degli uffici in altre città.

Loconte. Non siamo degli yes-man che vengono in consiglio comunale ad approvare ogni cosa abbassando la testa per ordini di scuderia. Ebbene, questo progetto va visto con oggettività, e la sua bellezza ed utilità sono sotto gli occhi di tutti. A noi spetta solo approvare il progetto e non essere giudici della controversia in atto. E poi stiamo regalando due ettari di verde ad una città nella quale tutti dicono che manca il verde.

Questo il dettaglio della votazione: Bottaro favorevole; Palumbo contrario; Laurora Tommaso assente; Branà contrario; Marinaro favorevole; Cormio favorevole; Cornacchia favorevole; Avantario favorevole; Cuna favorevole; Di Tullo favorevole; Mannatrizio favorevole; Ruggiero favorevole; Parente favorevole; Loconte favorevole; Befano favorevole; Di Meo favorevole; Lops assente; Corrado favorevole; Biancolillo assente; Topputo favorevole; Cirillo favorevole; di Gregorio favorevole; Mastrototaro favorevole; Angiolillo assente; Morollo favorevole; Di Leo contrario; De Toma contrario; Centrone contrario; Ferri contrario; Cozzoli contrario; Laurora Erika assente; Corraro assente, Scialandrone assente.

Bottaro, a fine seduta, ha fatto sapere che i due consiglieri di maggioranza assenti giustificati, Angiolillo e Lops, avrebbero votato favorevolmente il provvedimento.

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