Quest’anno anche la Città di Trani troverà sotto l’albero di Natale un grande dono che si concretizza nell’approvazione, nella seduta del 22 Dicembre c.a. del Consiglio Comunale di Trani, del PEBA (Piano di Eliminazione Barriere Architettoniche), strumento concepito dal Legislatore nazionale, con la legge 41/1986, per monitorare il territorio facendo emergere le criticità e le barriere esistenti, per poi progettare e
programmare gli interventi edilizi finalizzati a rendere sempre più accessibili gli edifici e gli spazi cittadini, allo scopo di migliorarne la fruibilità da parte di tutti, introdotto con l’obiettivo di dare nuova linfa all’urbanistica, all’edilizia e al trasporto pubblico della città di Trani nell’ottica dell’accessibilità e dell’inclusione.
Dopo sei anni di attesa dall’istituzione dell’OCABA (Osservatorio Comunale Abbattimento Barriere Architettoniche) il Peba è vigente anche nella nostra città attraverso la stesura di questo strumento non definitivo, ma esaustivo che potrà essere aggiornato nel corso del tempo non perdendo di vista i criteri di progettazione che oltre a rendere accessibile una città, devono avere esito di un lavoro condiviso tra Amministrazione Comunale, tecnici e rappresentanti del terzo settore.
Il documento, presentato dall’Assessore Avv. Alessandra Rondinone, continuando il lavoro intrapreso dall’ex Assessore Ing. Alessandro Cervino, si compone di diverse pagine ed è il risultato di un lavoro certosino di mappatura del territorio redatto dall’Architetto Massimo Casciaro con la partecipazione di alcuni esponenti dell'OCABA, frutto di un lavoro condiviso tra l'assessorato ai lavori pubblici, al welfare ed ai servizi sociali. Il Peba è stato illustrato in un primo incontro con l'intenzione di aprire una fase di massima partecipazione con audizioni e osservazioni da parte dei portatori di interesse. Comincia oggi, con l’approvazione, un nuovo cammino da condividere, con lo stesso spirito partecipativo che ha animato il percorso condotto da illo tempore prendendo in esame le criticità rilevate negli edifici e negli spazi pubblici ponendosi l'obiettivo di fornire un ordine strutturato agli interventi con una stima dei costi di massima. I contesti rilevati riguardano edifici storici, scuole, centri sportivi, parchi, cimiteri, percorsi urbani, scelti secondo criteri condivisi. Il piano intende individuare alcune priorità per garantire una graduale eliminazione delle barriere architettoniche.
I destinatari del PEBA e l’obiettivo è garantire l'inserimento e l'accessibilità globale delle persone con disabilità fisica, sensoriale e/o cognitiva, gli anziani, i bambini, i genitori con passeggini e altre fasce “deboli” di popolazione, le persone in sovrappeso, le persone in convalescenza, ecc., in sintesi chiunque si possa trovare in difficoltà nella relazione con uno spazio urbano destinato ad offrire un servizio
pubblico che per definizione si rivolga alla totalità della cittadinanza (quella che è definita una “platea allargata”). Poiché nel corso della vita qualsiasi individuo può ritrovarsi ad affrontare condizioni temporanee di inabilità, gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche vanno a beneficio di tutti i cittadini. Il Peba è uno strumento indispensabile che ci permetterà, da ora in avanti, di tenere questo tema al centro della progettazione e dello sviluppo della città.
Introdotti nel nostro ordinamento nel 1986, con riguardo agli edifici pubblici già esistenti, i PEBA vengono successivamente modificati nel 1992, per estenderne l’ambito di applicazione agli spazi urbani, e ripensati come strumento strategico finalizzato a migliorare l’accessibilità degli edifici pubblici e degli spazi urbani, interdisciplinare diretto a favorire la mobilità, la sicurezza e l’integrazione sociale, partecipato in quanto prevede il coinvolgimento attivo di portatori di interesse e cittadini, dinamico in quanto aggiornabile mediante il continuo monitoraggio degli interventi programmati e attuati, anche per analizzarne l’efficacia alla luce delle soluzioni adottate e migliorarne l’efficacia, efficiente, poiché mette a sistema gli interventi ottimizzando i costi degli interventi e permettendo di pianificare gli stessi in
un orizzonte di medio periodo, organico in quanto valuta l’accessibilità come un sistema integrato, proponendo interventi correlati tra di loro, anziché interventi a macchia di leopardo. Questo il riassunto del lungo, laborioso e articolato lavoro per far sì che sia rispettato
il criterio principale della Convenzione ONU che intenda l'accessibilità equa per tutti e prima di tutto rispettando i diritti delle persone con disabilità e consentendo a tutte le persone di vivere in modo indipendente partecipando a tutti gli aspetti della vita.
Un passo importante e molto atteso, spiega il Promotore di Accessibilità Gennaro Palmieri, che da tempo si attendeva sul nostro territorio, dove già negli anni scorsi la squadra dei Lavori Pubblici ha lavorato con adeguamenti delle strade, dei marciapiedi e degli stabili. Un progetto che decollerà attraverso finanziamenti da inserire negli strumenti di programmazione che consentano di intraprendere azioni organiche e pianificate dal Peba. Gli interventi si inseriranno quindi in tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione, e interesseranno sia le opere ancora da realizzare che quelle già in fase di realizzazione per cogliere l’opportunità di accelerare la loro attuazione. Quei lavori invece che non sarà possibile inserire in appalti in corso o programmati costituiranno un intervento generale a sé stante per cui si dovranno procurare e stanziare fondi dedicati o intercettare linee di finanziamento regionali o statali valutando il loro inserimento negli strumenti di programmazione triennale e annuale. La programmazione del Piano costituirà un riferimento di supporto per la pianificazione economico finanziaria della pubblica amministrazione. Il PEBA dev'essere visto come uno strumento “isolato”, ma trasversale in quanto sviluppato nel rispetto del principio di conformità con gli altri strumenti vigenti di pianificazione territoriale e di programmazione dell’attività dell’ente. Il Piano dev'essere considerato come un Piano Integrato dunque agli strumenti pianificatori della città, ad esempio PGT (Piano del Governo del Territorio), PUT (Piano Urbano del Traffico) e Piano di Zonizzazione Acustica e Regolamento Edilizio.
Per questo motivo, quanto in approvazione, si configura come un punto di partenza, che dovrà raccogliere i contributi di tutte le forze politiche, le associazioni e i cittadini. Saniamo quello che c’è già, ma progettiamo un comune davvero per tutte e tutti, sui mezzi pubblici, nei parcheggi, sui marciapiedi, nei parchi e negli edifici pubblici. Un impegno che, va detto, questa amministrazione sta già portando avanti da tempo, come dimostrano le opere realizzate in questi anni e che, ora, è definitivamente messo a sistema. Infine permettetemi di chiudere questo scritto con un ringraziamento al personale degli uffici, che con il loro impegno e le loro competenze hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione del documento e all’intero Consiglio Comunale che ha votato all’unanimità l’approvazione del Peba.
Gennaro Palmieri
