È la Advanced animal care, che ha sede a Trani in via Grecia ed associa alcuni veterinari del territorio, l'operatore che si è aggiudicato la procedura telematica per l'affidamento, mediante accordo quadro, del servizio di pronto soccorso, ricovero e stabilizzazione di animali da affezione, liberi e/o randagi sul territorio comunale di Trani, feriti o malati.
Si tratta dell'unico soggetto che ha risposto all'invito formulato nei mesi scorsi dal dirigente e comandante della Polizia locale e Protezione civile, Leonardo Cuocci Martorano, che aveva aperto la procedura a più operatori. Alla scadenza della stessa però, che era stata fissata al 18 ottobre 2022, soltanto la struttura di via Grecia aveva risposto formulando un'offerta.
Pertanto, verificata la correttezza della documentazione, la stessa figura apicale della ripartizione ha proceduto all'affidamento del servizio impegnando una spesa di 10.000 euro, Iva inclusa, per l'attività svolta nella parte conclusiva del 2022, e 50.000, Iva inclusa, per quella da svolgersi nel 2023. L'accordo quadro partiva da un importo a base di gara di 90.000 euro su scala triennale.
L'operatore aggiudicatario del servizio è presente da pochi mesi in città, ma si è già segnalato per il fatto di essere un vero e proprio pronto soccorso per cani e gatti, cui i cittadini si rivolgono con fiducia nell'immediatezza di malori ed infortuni accusati dai loro amici a quattro zampe.
Di certo, con l'avvento dell'accordo quadro, si dovrebbe porre fine a polemiche come quella sul «gatto d'oro» ferito nel 2020, per curare il quale servirono oltre 3000 euro. Di spese di quel tipo vi erano già state tante e ce ne furono anche dopo.
Ma in quella circostanza l'intervento dell'allora consigliere comunale Maria Grazia Cinquepalmi gettò un sasso nello stagno e permise di comprendere meglio cosa ci fosse dietro quegli atti amministrativi e quale fosse il meccanismo sul quale si reggevano.
Fu così che si apprese che il Comune di Trani, in quel momento storico, si affidava ancora ad un albo dei veterinari nel quale figurava un solo operatore, mentre il secondo se ne era cancellato. Ma non c'era un accordo quadro che, come in questo caso, calmierasse il rapporto economico fra ente e veterinario. E quindi, non potendo esservi trattative sui prezzi, di volta in volta i costi degli interventi si segnalavano come particolarmente alti.
Adesso si è cambiato registro e questa volta, cambiando anche la ripartizione (prima se se ne occupava l'Area urbanistica), il dirigente della Polizia locale ha scelto di muoversi su un terreno diverso e ha fissato i criteri per la conclusione di un accordo quadro con uno o più operatori economici del servizio di pronto soccorso, ricovero e stabilizzazione di animali d'affezione feriti o malati sul territorio comunale.
Adesso, con soli 50.000 euro per il 2023, fatto un semplicissimo calcolo un impegno di spesa di 3000 euro, come quello del «gatto d'oro», potrebbe verificarsi soltanto 16 volte: quindi, per stare nei costi, dovrebbe farsi male poco più di un animale per ogni mese.
Va da sé che si va incontro a condizioni più ragionevoli e ad un effettivo cambio di rotta di cui si avvertiva decisamente il bisogno.
