«Vogliamo lei, per favore non mandatela via». Il retroscena più dolce, ma allo stesso tempo più amaro, che rende esattamente l'idea di quanto fosse ben voluta Teresa Di Tondo, giunge dal preside della scuola media Baldassarre, Marco Galiano. In quell'istituto Teresa svolgeva, per conto di una cooperativa sociale dell'ambito di zona Trani-Bisceglie, il servizio di assistenza specialistica per alunni con disagio e, in qualità di educatrice, aveva in carico sei i ragazzi per 18 ore settimanali.
«Le mamme, in tempi non sospetti - racconta il dirigente scolastico - mi avevano scritto affinché mi adoperassi presso il Comune di Trani perché Teresa fosse confermata anche per gli anni successivi. Era entrata in servizio soltanto a settembre, ma le famiglie la giudicavano di gran lunga la più brava nel gestire casi anche complicati, soprattutto bambini autistici. Purtroppo, dopo quanto accaduto, sarà sostituita ma solo perché strappata così violentemente alla vita».
Quanto appreso dalla scuola rende ancora più inaccettabile il fatto che la donna, 44 anni, domenica sia stata uccisa dal marito Massimo Petrelli, di 52, dipendente di un'azienda del comparto lapideo, poi a sua volta suicida, nella villa di campagna in cui abitavano per cause che ancora non è dato conoscere.
La fiaccolata silenziosa di questa sera, organizzata dal centro antiviolenza Save, partendo da Palazzo di città transiterà anche davanti alla scuola Baldassarre, da cui gli studenti faranno volare in cielo palloncini rossi. Il percorso si completerà in piazza Plebiscito, intorno alla panchina rossa del Save, simbolo del «No» alla violenza sulle donne. «Attraverso questo corteo - spiega Cinzia Angarano, presidente di Save - vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica e soprattutto dare il coraggio a quelle donne, che ancora non ce l'hanno, di presentarsi da noi per raccontare le loro storie ed essere assistite ed aiutate».
Un messaggio arriva anche da coordinatore, docenti e tutor del corso di laurea di Scienze della formazione primaria dell'Università degli Studi di Bari, di cui Teresa frequentava il quarto anno: si dicono «profondamente rattristati dalla notizia e dall'atroce morte della brillante studentessa». Ieri, in facoltà, palloncini bianchi e cartelli per ricordare la sfortunata collega.






