Grazie al sofferto voto favorevole del consiglio comunale, Palazzo di città si prepara ad avviare una rottamazione delle cartelle tutta sua, da oltre 2 milioni di euro, totalmente parallela rispetto a quella che il Governo contemporaneamente intende mettere in atto. E Bottaro, nel frattempo, si prepara ad accogliere in maggioranza quattro consiglieri di opposizione, con probabile assessorato ed anche una visibilità in Stp.
È questo il risultato dell'unico provvedimento approvato dall'assemblea nella riunione dell'altra sera, preceduta dalla surroga del consigliere Michele Lops - venuto a mancare nei giorni scorsi - con il primo dei non eletti della lista Popolari per Bottaro: si tratta di Savino Cormio, che entra a fare parte così anche della Sesta commissione consiliare permanente, di cui Lops era membro.
Il consiglio comunale, con 9 voti favorevoli, 7 contrari, 14 astenuti e 3 assenti, tra cui anche il sindaco Amedeo Bottaro, ha approvato l'annullamento automatico dei debiti, di importo residuo fino a 1.000 euro, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1mo gennaio 2000 al 31 dicembre 2015. In tal modo l'ente si avvale dell'esercizio dell'opzione di non applicazione della misura di stralcio, ai sensi di legge.
Il provvedimento ha trasversalmente diviso l'aula, incontrando la resistenza di parte della minoranza, ma anche la freddezza di gran parte della maggioranza, testimoniata dall'insolita pioggia di astensioni rispetto all'approvazione del provvedimento.
Il tema maggiormente ricorrente, soprattutto negli interventi dei consiglieri di opposizione, è stata la presunta iniquità del provvedimento, che tenderebbe a premiare coloro che non pagano piuttosto che i virtuosi, che fanno enormi sacrifici pur di non trovarsi in debito con la pubblica amministrazione. Decisive allora, ancora una volta, le posizioni del gruppo politico di minoranza Italia in comune, capeggiato dall' ex candidato sindaco Tomaso Laurora, che inizialmente sembrava orientato a votare contrario.
Tuttavia quando l'assessore alle finanze, Luca Lignola - che pure ha provato in tutti i modi a convincere l'assemblea «della bontà di un provvedimento previsto dal legislatore, che stupido non è - si è assunto l'impegno di coinvolgere i Caaf e e patronati nel percorso che da qui in avanti si svilupperà, Laurora e i suoi hanno deciso di astenersi evitando che i "no" superassero i "sì" ed i provvedimento facesse registrare una clamorosa bocciatura.
