«Sospeso a causa di una sentenza di cui al momento si conosce soltanto il dispositivo, e peraltro mentre l'interessato è in malattia». Lo denunciano, da Trani, i legali del dottor Antonio Modugno, dirigente e comandante della Polizia locale presso il Comune di Terlizzi, incarico che aveva svolto precedentemente a Trani, periodo per parte del quale fu indagato nell'ambito dell'inchiesta «Sistema Trani», confluita poi in un lungo processo di cui lo scorso 2 febbraio è stata emessa la sentenza di primo grado.
Il Tribunale di Trani lo ha condannato, per concorso in peculato e falso continuo ed aggravato, a 5 anni, 11 mesi e 20 giorni, dichiarandone l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. L'amministrazione comunale di Terlizzi con un provvedimento del segretario generale, Antonella Fiore, ha disposto la sospensione immediata degli incarichi e dell'efficacia del contratto di lavoro subordinato stipulato con il professionista.
I suoi difensori, Claudio Papagno ed Isabella Tritta, preannunciano ricorso avverso i provvedimento con una nota ufficiale, partendo dal fatto che lo stesso, a loro dire, sia circolato sulle chat prima ancora che gli fosse notificato: «Riteniamo profondamente lesi i diritti del nostro assistito, risultando il provvedimento di sospensione adottato sulla scorta di un mero dispositivo e prima ancora, quindi, del deposito della sentenza con le relative motivazioni. Solo ciò consentirà, come noto, la proposizione di appello immediato con conseguente sospensione ex lege degli effetti della sentenza di primo grado. Ancora, il dipendente è in stato di malattia, per cui non poteva adottarsi alcun provvedimento disciplinare. A rendere ancor più surreale la vicenda è il fatto che pochi giorni fa il Pm che ha innescato il calvario giudiziario del dott. Modugno è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione per aver messo in atto modalità intimidatorie e violenze nei confronti di alcuni testimoni al fine di costringerli a dichiarare il falso in danno proprio del dottor Modugno. Ad oggi, tuttavia, risulta che il Pm è ancora in servizio mentre il Modugno viene sospeso sulla scorta di una sentenza tutt'altro che definitiva. Preannunciamo che tale provvedimento sarà senz'altro impugnato dinanzi al competente tribunale, riservandoci l'avvio di qualsivoglia ulteriore azione a tutela dei diritti del dottor Modugno».
