Sul lastrico solare di uno stabile in via Galileo Galilei è in fase di costruzione un'antenna telefonica 5G. Un residente della zona ha fotografato alcune fasi delle operazioni di montaggio manifestando timori per la salute propria e dei residenti del quartiere: «Sono molto preoccupato per gli effetti che le esposizioni elettromagnetiche del 5G possono avere sulla salute», ci scrive il signor Maurizio Fiore.
Va detto che il piano delle localizzazioni delle stazioni radio base viene comunicato dagli operatori della telefonia al Comune, che dà atto delle installazioni previste e demanda agli organi competenti i controlli sulle emissioni.
L'impianto è stato autorizzato da Arpa Puglia e dai tecnici della stessa Agenzia per l'ambiente sarà monitorato nelle fasi immediatamente successive alla messa in esercizio.
Peraltro, come già spiegato da tempo in altri precedenti articoli (ciascuno dei quali scaturito a seguito di analoghe segnalazioni), il proliferare di queste mini antenne telefoniche, se da una parte può spaventare i cittadini vedendole sorgere sotto i loro occhi, dall'altra li può paradossalmente tranquillizzare.
Infatti, più piccole e diffuse ve ne sono, minori saranno le emissioni che verranno emanate dalle stesse. Una piccola antenna fa sì che il telefono posto sul nostro orecchio per parlare con qualcuno non sia più rischioso come lo era una volta, perché per interloquire con l'antenna telefonica più vicina ci sarà bisogno di un campo magnetico nettamente minore.
In numerose sentenze della giustizia amministrativa, inoltre, è stato dato atto del fatto che le stazioni radio base della telefonia sono esattamente paragonabili e sovrapponibili alle infrastrutture primarie come strade, ferrovie e condotte di acqua, gas e luce, dovendo veicolare un servizio pubblico.
