Il basolato del porto si sgretola sotto i colpi incessanti del traffico veicolare e un malconcio cartello stradale è oggi l'unica risposta istituzionale a un cedimento che racconta, meglio di qualsiasi discorso, lo stato di salute di uno dei luoghi più rappresentativi della città. Eppure, nel lungo confronto pubblico fra i candidati sindaco promosso ieri dal Distretto Urbano del Commercio nella biblioteca comunale, nessuno ha ritenuto di sollevare la questione del dissesto stradale del porto.
Il tema era tutt'altro che marginale. L'area portuale è il biglietto da visita di Trani, il fondale di ogni cartolina, la scenografia di ogni produzione cinematografica e televisiva che ha contribuito a costruire l'immagine della città nel mondo. Eppure, proprio quel fondale si sta deteriorando a vista d'occhio, in un processo di lenta consunzione che si aggrava di giorno in giorno.
Il problema ha radici tecniche precise. Il basolato posato negli ultimi venti-venticinque anni è di natura diversa rispetto a quello che si trova nelle zone più antiche del porto e di altre aree cittadine: laddove la pavimentazione storica è composta da materiale di origine vulcanica, robusto e compatto, il rifacimento più recente ha fatto ricorso a elementi lapidei meno resistenti, che mal sopportano la pressione continua e reiterata dei veicoli in transito. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: frantumazioni, avvallamenti, disconnessioni, cedimenti localizzati, spigoli taglienti che si moltiplicano con il passare delle stagioni.
Di fronte a tutto questo, la risposta attuale si riduce a un cartello stradale sgangherato che invita gli automobilisti ad aggirare uno dei punti più compromessi. Un espediente che dice molto sulla consapevolezza del problema e ancor di più sulla volontà di affrontarlo con la necessaria determinazione.
La vera questione, però, è un'altra. Fintanto che l'area portuale continuerà a essere percorsa indiscriminatamente dai veicoli, qualsiasi intervento di ripristino del basolato sarà destinato a rivelarsi un palliativo. La soluzione strutturale passa per una progressiva pedonalizzazione del porto, quanto più estesa e duratura possibile: senza di essa, si continuerà a rattoppare ciò che il traffico torna puntualmente a distruggere, in un ciclo senza fine che pesa sulle casse pubbliche e, ancor di più, sull'immagine della città.
Che nessuno dei candidati sindaco abbia sentito il bisogno di toccare l'argomento del dissesto stradale, parlando solo più in generale della pedonalizazione finalizzata alla promozione commerciale e turistica, in un'occasione di confronto pubblico dedicata proprio al commercio e alla vivibilità del centro urbano, è una lacuna che vale più di molte risposte.
