Nessuna proroga, da una parte. Silenzio tombale, dall'altra. E così, dal prossimo 1mo marzo, Amet perderà ufficialmente ed operativamente il servizio di pubblica illuminazione e semaforizzazione. La prima ha rappresentato, per decenni, un vanto per la città in tutta Italia.
La circostanza era nota già da tempo, ma si confidava che qualcosa potesse ancora cambiare, ponendo l'ex municipalizzata nella condizione di continuare ad esercitare un servizio storico fra i suoi rami d'azienda, ed in particolare una pubblica illuminazione che appare strettamente collegata alla distribuzione dell'energia elettrica, che Amet detiene in quanto proprietaria delle reti.
A seguito di numerosi interventi legislativi varati negli anni, si è definitivamente chiarito che la pubblica illuminazione rappresenta un servizio pubblico locale che ha rilevanza economica e, come tale, il suo affidamento è soggetto alla disciplina comunitaria mediante procedure ad evidenza pubblica, fatto salvo l'affidamento a società mista pubblico-privato, ovvero a società a totale capitale pubblico corrispondente al modello cosiddetto «in house providing».
Ebbene Amet, sebbene interamente partecipata dal Comune, non può qualificarsi quale società in house, non ricorrendo le condizioni previste per legge. Di conseguenza è stata condotta un'azione tecnico amministrativa per ricondurre le attività di gestione degli impianti della pubblica illuminazione ad un soggetto pienamente legittimato.
Così l'ex municipalizzata, da dopodomani, cesserà di occuparsi della manutenzione di tutti i lampioni nel territorio comunale, nonché della manutenzione degli impianti semaforici, e questo non soltanto in forza di un mutato assetto legislativo e di una gara Consip già aggiudicata.
Il presidente del consiglio comunale, Giacomo Marinaro, salvo smentite che saremmo lieti di accogliere, è apparso l'unico che, nel silenzio generale, in un recente consiglio comunale (scendendo dallo scranno di presidente e sedendosi in uno dei consiglieri comunali), ha pronunciato un intervento per sollevare il problema del depotenziamento di Amet.
Nessun altro avrebbe parlato, né tanto meno mosso un dito: maggioranza e minoranza silenti, ma che a breve potrebbero strapparsi le vesti e piangere lacrime di coccodrillo quando i buoi saranno già abbondantemente scappati dalla stalla.
Questo martedì, 28 febbraio, alle 10, a Palazzo Beltrani, l'intero pacchetto del nuovo servizio sarà ufficialmente presentato parlando de «La transizione energetica e digitale della città di Trani: dalla pubblica illuminazione ai servizi per la smart city». Si tratta, più precisamente, del nuovo servizio di riqualificazione e gestione della pubblica illuminazione in città e dell'avvio del progetto Urban check up model per la mappatura del livello di digitalizzazione e di smartness dei servizi urbani.
«Trani avrà una nuova luce più sicura, efficace e green al 100% - anticipa il sindaco, Amedeo Bottaro -, che produrrà un risparmio energetico superiore al 70%. Il comune, infatti, ha aderito al servizio Luce 4 Consip, affidato alla società City green light, che porterà alla riqualificazione di tutto il sistema di illuminazione pubblica con la sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con sorgenti led più efficienti e durature».
Il contratto di gestione della pubblica illuminazione avrà una durata di 9 anni e comprende la gestione, manutenzione ed efficientamento degli impianti di illuminazione pubblica, inclusa la fornitura dell’energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili.
I lavori inizieranno, come anticipato nei giorni scorsi, dal 1mo marzo 2023 e l’importo complessivo degli investimenti sul territorio è di 2.711.952,87 euro. Tale somma comprende, oltre la sostituzione dei corpi illuminanti, anche la riqualificazione di linee danneggiate, sostegni, quadri elettrici di distribuzione separati dalla distribuzione ed ulteriori investimenti per la valorizzazione del patrimonio architettonico cittadino.
Ancora più nel dettaglio, gli interventi previsti nel canone sono i seguenti: riqualificazione del 100% degli apparecchi di illuminazione con nuovi apparecchi led (4819 lampade su 752 punti luce); installazione dei sistemi di telecontrollo da quadro ed all'interno di alcuni punti illuminanti (83 quadri più 38 punti luce); sostituzione sostegni ammalorati (132 nuovi sostegni più 4 con plinti di fondazione); adeguamento normativo dei quadri elettrici con nuova installazione esterna alle cabine di trasformazione (15 quadri elettrici), interventi a discrezione dell'amministrazione per un valore di 100.000 gli interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento normativo extra canone sono finalizzati a rimuovere le non conformità rilevate e le criticità relative alle condizioni di sicurezza statica ed elettrica dei componenti dell'impianto. Nell'affidamento è previsto anche il servizio di reperibilità e pronto intervento.
Oltre il primo cittadino interverranno i seguenti dirigenti di City green light: Christian Valerio; Simonetta Troilo; Alessandro Bortoletto. Ed ancora Nicoletta Gozo, per Enea, e Roberta Pezzetti, dell'Università degli studi dell'Insubria.
(foto da «La luce di Trani», a cura di Claudio Angelini, 1991, Schena)



