«Il Comune potrebbe, forse dovrebbe, fare richiesta di concessione in uso di detta area sottostante per pensare di utilizzarla al meglio, coinvolgendo i residenti del quartiere nelle possibilità e modalità di utilizzo, nel rispetto ovviamente delle prescrizioni di legge».
Lo afferma l'avvocato Luigi Nicola Riserbato, dipendente di Anas e già sindaco di Trani, intervenendo in merito al dibattito accesosi dopo la chiusura dell'area sottostante il viadotto dello svincolo Trani centro della statale 16 bis.
Una proposta che adesso dovrà prendere in considerazione l'amministrazione comunale, alla stessa stregua del modus operandi con cui finora ha interloquito con Rete ferroviaria italiana con riferimento alla soppressione del passaggio a livello ed alle aree non più utili al suo esercizio nella stazione ferroviaria.
Quanto alle cause del provvedimento, sembra che alle origini di tutto vi siano dei contenziosi – in parte pretestuosi - da parte di automobilisti che hanno parcheggiato le loro vetture in corrispondenza di presunti distacchi di calcinacci, chiedendo ad Anas risarcimenti.
L’azienda a quel punto, riservandosi di resistere in giudizio con il fine di smontare o ridimensionere le richieste delle parti attrici, ha deciso di chiudere l'intera area a tutti nell'attesa di effettuare dei lavori di messa in sicurezza di ogni parte eventualmente danneggiata dell'impalcato, operazione igà prevista nel 2020 e mai eseguita.
Oggi, intanto, la Polizia locale si sia correttamente prodigando in un'attività sanzionatoria a carico di chi dovesse entrare in quell'area, ma soltanto due anni fa la indicava come zona di parcheggio per tutti gli utenti che accedevano all’hub vaccinale presso lo stadio comunale.
