«Tagliate il nastro, ma non tagliateci il ponte». Così recitava lo striscione che le aziende ubicate lungo il percorso della nuova Trani-Andria collocarono il 9 agosto 2017, giorno dell'inaugurazione dell'asta centrale della Strada provinciale 1 a quattro corsie con spartitraffico centrale.
A dispetto dell'opera pubblica, invocata per decenni per porre fine alla scia di sangue sulla ex «strada della morte», restavano infatti i problemi proprio per chi, lungo quella strada, lavora quotidianamente, tra complanari ritenute insufficienti e l’invocato ponte di metà percorso che ancora non c'era.
Claudio Sinisi, titolare di un'azienda del comparto lapideo, fu il primo firmatario di una petizione che mise insieme ben 345 firme fra operatori di quello stesso settore, ma anche di altri, compreso il comparto agricolo, sia di Trani, sia di Andria.
L'allora presidente della Bat, Nicola Giorgino, quella mattina provò a rassicurare i manifestanti informandoli del fatto ieri che sarebbe arrivato un finanziamento regionale ad hoc, di quasi 4 milioni di euro.
Diceva il vero poiché, ad ottobre 2019, la giunta regionale impegnò una spesa di 3.900.000 euro per la realizzazione del ponte sulla Sp1, elevando così il percorso della Provinciale 27, Barletta-Corato, per il tratto necessario a scavalcarla. Si arriva così al presente, con l'aggiudicazione dei lavori di cui abbiamo parlato nell'articolo pubblicato ieri.
«Quanto lavoro fatto per raggiungere questo obiettivo: ne è valsa la pena», commenta Beppe Corrado, presidente facente funzioni della Bat quando la strada era ancora un cantiere e le difficoltà dell'impresa Matarrese parevano metterne in pericolo il completamento. Portato a casa quello, iniziò il non meno complicato percorso verso il ponte.
