Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino, entrambi barlettani di 35 anni, sono stati ritenuti responsabili rispettivamente dell'omicidio e concorso in omicidio ed occultaqmento di cadavere di Michele Cilli, il 24enne barlettano scomparso il 16 febbraio 2022 al termine di una festa alla quale aveva partecipato.
Lo ha deciso il Gup di Trani al termine del rito abbreviato, infliggendo a Sarcina una condanna a 18 anni e otto mesi, a Borraccino 5 anni e otto mesi. La pubblica accusa aveva chiesto 20 anni per Sarcina e 6 per Borraccino.
I legali degli imputati hanno già anticipato che appelleranno la sentenza, pur riservandosi di commentarla solo dopo averne letto le motivazioni, che il Gup rilascerà entro 30 giorni.
I fatti nascono proprio al termine di quella festa di compleanno, con Cilli che esce dal locale e sale sull'auto di Sarcina. La vettura raggiunge uno stabile con vari box e resta in quel cantinato per circa 10 minuti. Poi se ne allontana, Sarcina raggiunge un altro stabile dove ha un'interlocuzione con Borraccino e successivamente torna sul luogo della festa, dove fa salire a bordo altre persone.
Borraccino, nel frattempo, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, era sceso di casa e si era recato con la sua auto al box dove prima si era fermata l'auto di Sarcina con Cilli a bordo. Successivamente si ferma ad una stazione di servizio e riempio una tanica di benzina.
Da lì a poco denuncia il furto della sua vettura, mentre nell'agro di Barletta si trovano i vestiti dello stesso Borraccino ed un'auto bruciata, la sua, con dentro sostanze ematiche e tracce pilifere compatibile con il corpo di Cilli.
Per tutto quel tempo gli indagati hanno messo in atto azioni di depistaggio, soprattutto con riferimento a Sarcina che nel ritorno al locale, secondo quanto ricostruito, si era mostrato con ferite alle mani probabilmente compatibili con un'arma da taglio. Infatti il giorno successivo si era recato in un ospedale del foggiano per farsi operare, adducendo quali cause delle sue ferite ragioni ritenute poco credibili».
