Due lotti del valore nominale rispettivamente di 60.000 e 80.000 euro, cui vanno aggiunti i costi per spese notarili, Iva ed imprevisti: così si giunge ad un totale di 162.000 euro. Tanto dovrà versare il Comune di Trani a Rete ferroviaria italiana per l'acquisizione delle aree ubicate presso la stazione non più strumentali all'esercizio ferroviario e, come tali, dismesse dall'azienda del gruppo Ferrovie dello Stato.
È quanto ha deliberato la giunta comunale, a chiusura di un lungo procedimento che ha visto i due enti affrontare insieme un percorso condiviso, nato con l'accordo sul progetto di soppressione del passaggio a livello e sostituzione con un sottovia pedonale e carrabile interamente a spese di Rfi. Adesso quello stesso accordo si chiuderà con l'entrata in possesso, da parte di Palazzo di città, non soltanto delle aree ormai inutilizzate di quello che una volta era lo scalo merci della stazione ferroviaria, ma anche della presa in carico dei lavori di prolungamento del sottopasso di stazione fino in via del Ponte Romano.
In tal modo si porranno facilmente in collegamento il centro della città ed il quartiere Stadio attraverso un'opera già esistente ma, allo stato, interrotta da un muro fra secondo e terzo binario. Nel frattempo si è da poco conclusa la conferenza dei servizi relativa all'opera sostitutiva del passaggio a livello, i cui lavori dovrebbero iniziare a gennaio 2024.
Con questo suo ultimo provvedimento l'esecutivo ha definito la cosiddetta «terza appendice» dell'accordo con Rfi, potendo nel frattempo utilizzare un finanziamento ad hoc di 5 milioni di euro, portato a casa nell'ambito di un bando ministeriale Pnrr per investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.
L'opera prevista, infatti, opererà una autentica ricucitura fra aree e quartieri della città, consentendo così anche un diverso utilizzo del mutuo a suo tempo contratto con Cassa depositi e prestiti, pari a 1.500.000 euro, per lo spostamento dei sottoservizi preliminare alla realizzazione del sottovia di via De Robertis quando si riteneva ancora che l'opera dovesse essere a carico del Comune di Trani.
Grazie al protocollo d'Intesa sottoscritto il 6 aprile 2022 fra Rfi e Comune, le aree dismesse della stazione sono state divise in due lotti: il primo, della superficie di 4500 metri quadrati, è stato valutato al prezzo unitario di 13,34 euro per metro quadrato e complessivi 60.136 euro; il secondo, di 6500 metri quadrati e con lo stesso prezzo unitario per metro quadrato, ha un valore di 80.040. euro.
Nel frattempo, proprio in queste ore di è chiusa la gara per l'aggiudicazione dell'appalto integrato dell'opera prevista: vi hanno partecipato cinque operatori e si attende la conseguente aggiudicazione. Pertanto, per il Comune di Trani diventa oltremodo prioritario acquisire subito le aree per averne la disponibilità al patrimonio e procedere all'affidamento dei lavori.
Di conseguenza, nei prossimi giorni è fissato il rogito presso uno studio notarile di Bari, per la cessione dei due lotti da Rfi al Comune. La delibera di giunta, nel frattempo è stata trasmessa a Cassa depositi e prestiti per la devoluzione del finanziamento di 1 milione e mezzo in direzione di altre necessità, a cominciare dal pagamento delle spese di acquisizione delle aree in questione.
Il progetto da 5 milioni, come detto provenienti da un finanziamento Pnrr, prevede lavori per 3 milioni e mezzo e l'importo a base d'asta per la progettazione definitiva pari a 347.000 euro.
L'intervento partirà con la viabilità carrabile, che metterà in collegamento il sottopasso ferroviario di via De Robertis (uscita della rampa su via Togliatti) con via Torrente antico. Ed ancora, pista ciclabile e percorso pedonale attrezzato che congiungeranno il retro stazione con il quartiere Sant'Angelo, in prossimità dell’incrocio tra via Torrente antico e via Cappuccini. La pista ciclabile e il percorso pedonale, indipendenti ed adiacenti tra loro, saranno realizzati alla stessa quota delle rotaie e permetteranno di collegare il quartiere stadio con il quartiere Sant'Angelo: è così che avverrà la ricucitura tra le due zone della città, attualmente divise dal naturale compluvio denominato “Torrente antico”, interessato da vincolo idrogeologico.
Il prolungamento del sottopasso di stazione, a sua volta, consentirà l’attraversamento ferroviario in tutta sicurezza e permetterà a pedoni e ciclisti di evitare di farlo in corrispondenza dell’attuale passaggio a livello.
Questi i restanti lavori previsti: velostazione a servizio della stazione ferroviaria; impianto di pubblica illuminazione, arredo urbano, verde e attrezzature ginniche sul percorso pedonale, che potrà essere utilizzato anche come percorso della salute; area a parcheggio nella zona di via Togliatti/via Torrente antico; sistemazione dell’incrocio tra via Torrente antico e via Cappuccini; sistemazione della porzione di via Torrente antico in prossimità dell’attuale sottopasso ferroviario.
«Stiamo cercando di correre il più possibile - dice il presidente del consiglio comunale Giacomo Marinaro -. Appena Cassa depositi e prestiti ci autorizzerà, andremo dal notaio. Subito dopo definiremo la gara per la progettazione delle aree che avremo acquisito, ed in risposta alla quale sono pervenute cinque offerte. Stiamo andando avanti, in silenzio ma con determinazione»
