L’accademia Internazionale entra nel vivo della fase più concitata della sua stagione concertistica:
Domenica 16 aprile, alle ore 20:00, sul palco dell’Auditorium ex conservatorio di San Luigi in Piazza Lambert a Trani, si terrà un nuovo concerto dedicato alla centralità del violoncello nella musica da camera. A dare prova della grande sonorità dello strumento ci sarà il formidabile concertista Martti Rousi.
La preziosa stagione concertistica organizzata dall’Accademia è, dopo i primi due emozionanti concerti, nel pieno del suo svolgimento.
Il suggestivo Auditorium sarà, per questo appuntamento, teatro di un importante momento musicale teso al tributo del “più occidentale” dei musicisti russi; Pëtr Il'ič Čajkovskij.
La memoria del grande musicista sarà rinnovata prima con l’esecuzione del suo Sestetto per archi in re maggiore e nella seconda parte del concerto con quella del Secondo quartetto per archi di Anton Arensky che risulta essere un tributo alla musica da camera di Čajkovskij dopo la sua morte.
L’interesse di Čajkovskij per la cultura e per la musica occidentale non poteva non esprimersi anche attraverso una calda curiosità e un vivo interesse nei confronti del nostro Paese. Il grande compositore tardo-romantico, dopo essere giunto per la prima volta nella città di Firenze nel 1878, vi ritornò diverse volte considerando la famosa città d’arte italiana la culla di alcuni dei suoi più grandi capolavori. Čajkovskij decise, così, di dedicare al capoluogo toscano un sestetto per archi che intitolò Souvenir de Florence. Il sestetto per archi in re maggiore Souvenir de Florence venne eseguito pubblicamente per la prima volta a San Pietroburgo il 24 novembre del 1892. Della musica italiana Čajkovskij doveva aver amato la melodia che, declinata secondo i dettami della tradizione russa, ha nel sestetto grande centralità.
La genealogia del Secondo quartetto per archi di Anton Arensky è sicuramente ascrivibile alla grande ammirazione che il compositore nutriva per Čajkovskij. Il quartetto composto nel 1894 può essere spiegato come un tentativo di Arensky di vagheggiare e, allo stesso tempo, di omaggiare e citare la musica del grande Čajkovskij.
Salirà sul palco a far risuonare le partiture e a far incrociare nuovamente i destini di questi due grandi compositori il celebre violoncellista Martti Rousi accompagnato da: Inhee Park e Alina Maria Taslavan (violino), Claudia Cañaveras Martínez e Shaowen Tan (viola) e Wei-Ting Sun e Eloïse Fagalde (violoncello).
Martti Rousi è considerato il più importante violoncellista della sua generazione. È conosciuto a livello internazionale sia come solista che come pedagogo. Ha iniziato i suoi studi di violoncello ispirandosi alla forte scuola di violoncello finlandese. I suoi primi insegnanti sono stati Timo Hanhinen e Seppo Kimanen. Nel 1979 si è trasferito all'Accademia Sibelius per continuare i suoi studi con il Prof. Arto Noras. Dal 1995 è professore di violoncello alla Sibelius Academy di Helsinki. Nel 2016 è stato invitato come professore ospite al conservatorio di musica di Shanghai. Rousi, inoltre, è invitato a tenere masterclass nelle principali accademie di tutti i continenti e insegna regolarmente anche alla Casa della Musica di San Pietroburgo.
Il concerto, come tutti quelli previsti dalla stagione concertistica, è ad ingresso gratuito.
Tutti gli eventi e le iniziative organizzate dall’Accademia e dall’Orchestra saranno resi noti anche attraverso i canali social sulle rispettive pagine Instagram: accademia.int.mediterraneo e orchestrafilrmonicamed.
