Il 25 aprile si è festeggiata come sempre la Liberazione, ma Trani non riesce a liberarsi dal traffico che l’assedia nei giorni festivi. Ieri la città era davvero impraticabile anche per i pedoni, costretti a fare gli slalom tra vetture parcheggiate ovunque e che occludevano scivoli, occupavano strisce pedonali e si bloccavano fra loro lungo gli angoli delle strade.
Sul piazzale del Monastero di Colonna c’erano sette auto interamente parcheggiate sul marciapiede, via Cavour si percorreva con tempi fra 30 e 45 minuti.
Si sono rivisti persino i pullman sul lungomare Chiarelli, con conducenti che evidentemente ancora mantengono nella propria memoria l'area di via Elena Comneno quale zona di parcheggio dei bus: anche in questo caso grossi problemi per la circolazione fino a quando il pullman non è andato, fra le proteste dei residenti, costretti a respirare i fumi di quegli scarichi.
Un altro anno è arrivato e ci ritroviamo con gli stessi problemi di sempre, pur conoscendo le scadenze ma non facendo nulla per evitare che ciò accada. Non si riescono a predisporre parcheggi fuori città bloccando le auto in ingresso. L'anno scorso l'unica volta che si è fatto è stato per Battiti live: troppo poco, praticamente zero per una città che si professa turistica.
Mancano un serio piano del traffico strutturale e decisioni politiche forti che, evidentemente, da almeno 25 anni nessuno ha la forza di prendere. Già, proprio quel 25 che, per la Trani assediata dalle auto, suona come una contro-liberazione.



