«In una città in cui l'agricoltura è un volano economico, non sarebbe il caso di dare una spinta al progetto del recupero delle acque reflue piuttosto che sperare che piova? Perché un impianto che potrebbe soddisfare il bisogno idrico del nostro territorio non ha trovato ancora la sua realizzazione pratica, nonostante sia stato interamente finanziato cinque anni fa?».
Queste domande si era posto lo scorso febbraio l'ex consigliere regionale Mimmo Santorsola che tanto si era speso perché Trani portasse a casa un finanziamento di quasi 7 milioni di euro per la trasformazione in acque irrigue dei reflui rilasciati dal depuratore comunale.
Il progetto ha preso in qualche modo forma, ma non era mai decollato e soltanto adesso, grazie ad una delibera di giunta che ne ha approvato la parte esecutiva, si è compreso perché.
Anche in questa circostanza, infatti, l'incremento dei costi ha posto progettisti ed amministrazione comunale di fronte al classico dilemma: mantenere il progetto come all'origine e sperare in un incremento del finanziamento; stralciarne una parte per rientrare nei costi.
La soluzione adottata è stata proprio la seconda ed infatti l'esecutivo, con delibera dello scorso 28 marzo, ha espresso indirizzo per il «Riutilizzo ai fini irrigui delle acque reflue affinate licenziate dal depuratore a servizio dell'abitato di Trani, attraverso l'approvazione del primo stralcio funzionale del progetto esecutivo».
Per dirla in soldoni, i progettisti hanno ritenuto che si potesse eliminare una delle vasche previste nel progetto iniziale, senza alterarne la funzionalità generale pur di appaltarne i lavori al più presto. A questo punto, però, cerchiamo di comprendere meglio la sequenza dei passaggi.
L'impianto è beneficiario di un finanziamento regionale per un importo complessivo di 6.910.000 euro. Una prima parte di quella somma è andata allo studio Romanazzi-Boscia e associati, che a partire da luglio 2019 ha svolto per 233.000 euro l'incarico professionale per progettazione definitiva, geologo, archeologo, acquisizione di pareri, progettazione esecutiva, direzione lavori, misura e contabilità, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione delle opere.
Approvato tale progetto e completate le analisi ambientali, si sarebbe già dovuto procedere all'emanazione del bando di gara per i lavori. Nel frattempo Comune di Trani e Consorzio agricoltori tranesi avevano già formalmente sottoscritto a febbraio 2021, a seguito di avviso pubblico, il protocollo per la gestione ventennale della rete di distribuzione. Ed intanto sono decorsi i termini per presentare osservazioni con riferimento alle procedure di esproprio per pubblica utilità.
Il progetto definitivo integra e completa un intervento di adeguamento del depuratore, oggetto di un separato finanziamento di 1.250.000 euro, tuttora in fase di realizzazione.
Il progetto in questione, invece, prevede che all'interno dell'area del depuratore saranno realizzate le seguenti opere: una vasca di accumulo da 300 metri cubi, con gruppo di pompaggio per il sollevamento delle acque affinate dall'impianto depurativo ad una vasca di accumulo centrale; una vasca di accumulo centrale da 2.300 metri cubi, con tre distinti gruppi di pompaggio per il sollevamento ad altrettante vasche di accumulo secondarie.
Al di fuori dell'impianto di depurazione, e segnatamente in agro di Trani, era stata prevista la realizzazione di tre distinte vasche di accumulo secondarie, rispettivamente da 1.300, 820 e 820 metri cubi, in cui possono essere accumulate anche le acque di falda proveniente dai pozzi artesiani gestiti dal Consorzio agricoltori tranesi, le cui condotte passano in vicinanza delle vasche stesse. Ebbene, una delle due vasche da 820 metri cubi non sarà realizzata, mentre resteranno l'altra di pari capienza e quella di volume superiore.
Ogni vasca è attrezzata con un proprio impianto di spinta, che consente di immettere nelle reti esistenti sia le acque affinate che quelle di falda.
L'ubicazione delle vasche prevista dal progetto definitivo tiene conto, oltre che delle specifiche esigenze del consorzio, anche della distanza delle vasche dal confine stradale.
Secondo quanto si legge in delibera, lo studio Boscia ha garantito che lo stralcio della cosiddetta «vasca numero 2» e relativa condotta di alimentazione «non incida sull'opera, rendendola in ogni caso immediatamente fruibile per gli scopi e le funzioni cui deve assolvere».
Peraltro il responsabile del gruppo di verifica, l'ingegner Luca Casulli, direttore tecnico della società Engineering techno project, nella sua valutazione di competenza ha rilevato «alcune difformità che tuttavia si ritiene non siano ostative alla verifica positiva del progetto. L'esito del controllo tecnico è pertanto positivo - scrive -, a patto che il responsabile unico del procedimento acquisisca l'attestazione del direttore dei lavori prima della gara di appalto degli stessi».
A questo punto Il dirigente dell'Area lavori pubblici e urbanistica, Luigi Puzziferri, potrà a breve emanare la gara d'appalto partendo da un importo a base d'asta di 5.125.000 euro, lasciando le somme restanti del finanziamento regionale a disposizione dell'amministrazione comunale per tutte le altre spese previste.
