Le recenti nomina in Stp espresse dal sindaco, Amedeo Bottaro, sembra abbiano creato malumori all'interno della maggioranza. E così il fronte dei dissidenti si starebbe allargando dopo che alla votazione del bilancio di previsione era mancato il neo costituito gruppo consiliare Prima di tutto Trani, passato da uno a tre componenti.
Adesso sarebbero ben nove i consiglieri comunali pronti a prendere le distanze dalla maggioranza, in risposta all'ingresso nella coalizione di governo del gruppo consiliare di Italia in comune.
Che Bottaro abbia già aperto le porte all'ex candidato sindaco Tommaso Laurora ed agli altri tre consiglieri eletti nella sua lista appare pacifico nella misura in cui il neopresidente di Stp, Francesco Tandoi, appare collegato proprio a quel movimento politico.
Il fatto che questo, però, sia avvenuto senza un preventivo confronto nella maggioranza dovrebbe essere il motivo dei malumori all'interno dello schieramento del sindaco.
I nove consiglieri che avrebbero contestato le scelte di Bottaro avrebbero controproposto un documento congiunto in cui, ancora prima che Bottaro procedesse a quelle nomine, gli chiedevano di discutere in maggioranza un programma di fine mandato e procedere solo dopo alla ricostituzione della giunta, preferibilmente passandone per l'azzeramento, ed alle successive nomine da esprimere.
Se siamo in presenza di un braccio di ferro è ancora presto per dirlo ma certamente Bottaro, se da una parte accoglie quattro consiglieri, dall'altra deve provare a richiamarne all'ordine ben nove. E certamente non sarà impresa facile.
Nel frattempo si registra la presa di posizione del commissario cittadino di Fratelli d’Italia, Raimondo Lima: «Siamo assuefatti all’incoerenza. Leggendo il Giornale di Trani apprendiamo che pezzi di opposizione entrano ufficialmente in maggioranza. La cosa più grave, però, è che questo ennesimo cambio di casacca sembra oramai non interessare più a nessuno».
