Come abbiamo riferito ieri, l'ex sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, sarà trasferito dalla Procura di Bari al Tribunale civile di Torino, dove assumerà il ruolo di giudice.
Il trasferimento, però, non si realizzerà con effetto immediato, ma fra due anni. Infatti, a tanto ammonta la sospensione dal servizio dello stesso Ruggiero decisa dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura, nella sentenza emanata lo scorso 25 maggio a firma del vice presidente dello stesso Csm Fabio Pinelli, colui che proprio qualche settimana fa è stato in visita negli uffici giudiziari di Puglia, compresi quelli di Trani, per conoscere da vicino le realtà dei territori.
Nel provvedimento il Csm dichiara il dottor Michele Ruggiero ed il collega Donato Pesce responsabili degli illeciti disciplinari loro ascritti (il riferimento è alla condanna in Cassazione per violenza privata nei confronti di testi escussi, ndr) irrogando loro la sanzione della sospensione delle funzioni per la durata di due anni, a Ruggiero, e nove mesi, a Pesce.
Ed è proprio lo stesso provvedimento a disporre contestualmente il trasferimento di Ruggiero al Tribunale di Torino, con funzioni di giudice civile, e di Pesce a quello di Milano, sempre con funzioni di giudice civile. La sospensione di entrambi è da intendersi anche con riferimento allo stipendio.
Tornando a quanto scritto ieri, il 1mo giugno si celebrerà dinanzi al Tribunale di Lecce la prima udienza a carico del Ruggiero in quanto imputato di falso ideologico. Il procedimento nasce da una denuncia dell'ex vice sindaco, Giuseppe Di Marzio, già costituito parte civile attraverso l’avvocato Enrico Capurso: secondo la prospettazione accusatoria, l'ex Pm di Trani avrebbe falsificato alcuni verbali del procedimento per il quale lo stesso magistrato aveva chiesto ed ottenuto il suo arresto.
Da quanto è dato apprendere Ruggiero, in sede di udienza preliminare ed avviso di conclusione delle indagini, si sarebbe difeso “scaricando” la responsabilità sulla Digos che, insieme con lui, aveva provveduto alla escussione dei diversi testimoni nell’ambito delle indagini dell'inchiesta Sistema Trani, procedimento dal quale lo stesso Di Marzio, previa rinuncia alla prescrizione, è stato poi assolto con formula piena.
