Eravamo stati facili profeti nel pronosticare che, se i lavori non si fossero realizzati contestualmente, sul sagrato della chiesa di San Giacomo appena rifatto si sarebbe tornati a parcheggiare. Ebbene, la foto documenta addirittura la presenza di un furgone sulla pavimentazione da poco oggetto di lavori, per una somma di 11.000 euro. E questa volta non si tratta di un marciapiede con piastrelle grezze come quelle che c'erano e furono distrutte proprio dai veicoli che parcheggiavano 365 giorni l'anno, ma di una pavimentazione in pietra di Trani, consona all'edificio religioso al cui piede è stata posata.
Quello che però è mancato durante la realizzazione dei lavori del nuovo sagrato è stata la collocazione contestuale dei paletti dissuasori in ghisa «Città di Trani» che avrebbero prevenuto dal primo momento il ritorno dei veicoli su quello spazio.
L'assessore ai lavori pubblici, Fabrizio Ferrante, fa sapere che «il procedimento riguardante il posizionamento dei paletti è di competenza della Polizia locale, come già è avvenuto in tante altre occasioni in molte altre parti della città, e che il Comando è semplicemente in attesa dell'arrivo dei manufatti e conseguente posa in opera».
Sembrerebbe che i lavori siano imminenti anche se, ove mai dovessero realizzarsi entro il fine settimana, tenendo conto del fatto che siamo alla vigilia del ponte del 2 giugno, ci troveremmo in presenza di un miracolo. Più realisticamente bisognerà attendere la prossima settimana. In ogni caso i paletti da collocare sono nove.
Quando i lavori furono realizzati nei mesi scorsi, fu proprio il cronista a sollecitare i due assessorati affinché si intervenisse in sinergia e nello stesso momento, così da evitare anche di forare la pavimentazione appena collocata, adeguando piuttosto la stessa a paletti già inseriti.
Peraltro non si può gettare la croce esclusivamente addosso all'amministrazione comunale, poiché all'origine di tutto c'è l'inciviltà dei conducenti dei veicoli, i quali ignorano una delle più elementari norme scritte e non scritte del Codice della strada: sui sagrati delle chiese non si parcheggia, a maggior ragione se si tratti, come in questo caso, di un marciapiede sollevato e franco rispetto alla sede stradale.
A farne le spese, in definitiva, è un luogo storico della città, una delle perle di quel museo diffuso a cielo aperto di cui il borgo antico di Trani è pieno. La chiesa di Santa Maria de Russis, oggi San Giacomo, situata a pochi passi da via fra' Diego Alvarez, è risalente al XII secolo. Fu costruita in stile romanico intorno all'anno 1143 ed è stata la prima cattedrale dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.
Un tempo conosciuto come basilica di Santa Maria de Russis, la chiesa presentava in origine il suo portale, di cui resta il caratteristico balconcino, rivolto ad ovest. Il suo prospetto originario però fu stravolto dal terremoto del 1647, a seguito del quale la facciata fu trasformata, come testimonia una lapide posta sul portale maggiore, e l'ingresso della struttura spostato su quella settentrionale.
San Giacomo si presenta oggi con un piccolo campanile a vela, arricchito da sculture in bassorilievo che rappresentano animali fantastici e telamoni, ovvero sculture maschili disposte su tre file. Il portale, invece, è decorato ai suoi lati con degli elefanti stilofori, sui cui capitelli poggiano un leone ed un grifo. Il riquadro a destra, ora spoglio accoglieva un tempo l'affresco seicentesco riguardante una Madonna con bambino.
