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Trani, terreni a rischio incendi: al ponte Lama nessun intervento da tre anni

«Urge una completa pulizia del suolo provinciale, ormai infestato da ogni tipo di animali ed in questo periodo dell'anno a rischio incendio, a causa delle erbe sempre più alte e secche, anche in ottemperanza dell'ordinanza sindacale che impone (pena sanzioni) di provvedervi senza indugio».
Ad affermarlo sono alcuni residenti che vivono in proprietà e villette adiacenti il perimetro dell'ex istituto psicopedagogico, ubicato nei pressi del ponte Lama sulla vecchia strada statale fra Trani e Bisceglie, e di proprietà della Provincia di Barletta Andria Trani.
L'ente non ha ancora provveduto a bonificare il terreno, le cui sterpaglie sono sempre più alte e, con l'aumento delle temperature, potrebbero presto prendere fuoco con conseguenze imprevedibili.
Ci sarebbe anche da rimettere in piedi la recinzione in lamiera che aveva inibito l'accesso al rudere dello stabile, fatto costruire negli anni '70 dalla Provincia di Bari per fini socio sanitari ma mai è entrato in funzione e poi lasciato in stato di abbandono.
Oggi ci troviamo con i problemi di sempre e con una serie di Pec già inviate agli uffici provinciali e rimaste, allo stato senza alcun riscontro.
Quanto affermato dai residenti nelle loro segnalazioni è, anche. facilmente documentabile dai numerosi verbali dei vigili del fuoco che, puntualmente, devono intervenire per spegnere gli incendi, alcuni dei quali hanno messo in pericolo alcune di quelle proprietà.
Quanto alla recinzione, i cittadini ne fanno rilevare «la completa rovina, con particolare riferimento al tratto lungo la stradina detta “dei finanzieri” (lato nord del lotto), e di quello lungo il lato ovest, ossia a confine con proprietà private».
L'ultimo intervento di rilevante consistenza avvenne nel 2020, quando la Bat fece effettuare importanti lavori di pulizia e fece recintare con pali in legno e lamiera zincata l'edificio: oggi, a distanza di tre anni, i terreni sono nuovamente invasi da erbacce alte e secche, mentre della recinzione non vi è quasi più traccia in quanto quasi completamente vandalizzata.
«Tale situazione di abbandono totale - denunciano i residenti - sta progressivamente trasformando anche le aree limitrofe, a cominciare proprio dalla suddetta stradina dei finanzieri, in “terre di nessuno” con grave pregiudizio anche della incolumità fisica dei passanti. Inoltre - aggiungono - sono all’ordine del giorno tentativi di intrusione sia nel rudere, sia nelle proprietà private site nelle vicinanze del complesso immobiliare provinciale, nonché le segnalazioni di presenze in loco assai poco raccomandabili».
La richiesta è di «provvedere urgentemente a porre fine a tale situazione, realizzando tutte le opere necessarie a ripristinare dei livelli minimi di tutela per i passanti e per noi confinanti, quali, innanzitutto, la costante pulizia del suolo ed il rifacimento delle recinzioni esterne del lotto, che potrebbero essere già un buon deterrente per i malintenzionati».
«L'intervento del 2020 ci costò, se non ricordo male, circa 120.000 euro - fa sapere il presidente della Bat, Bernardo Lodispoto -, e dopo soli quattro o cinque mesi la solita inciviltà che cammina nei nostri territori ha nuovamente vanificato quasi totalmente quanto era stato fatto. Adesso rifaremo un sopralluogo per verificare l'esatta situazione, ma le iniziative da adottare sono sempre legate alle risorse finanziarie, che certamente non abbondano».


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