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Trani, telenovela Monastero: ancora lavori e sulla riapertura tutto tace

Quella del Monastero di Colonna sembra una telenovela senza fine. Infatti, altri lavori sono stati programmati in prospettiva di una riapertura che sistematicamente viene posticipata a data da destinarsi.

L'ultimo impegno di spesa risale al 18 maggio 2023 ed ammonta a 16.600 euro, che il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha destinato a «lavori funzionali agli impianti elettrici ed elettronici ed impianti termoidraulici presso il Monastero di Colonna». Si tratta, in realtà della redazione del progetto definitivo ed esecutivo degli stessi.

Il provvedimento nasce da una procedura di gara sul Mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni, indetta lo scorso 3 aprile 2023 con un importo a base d'asta di poco inferiore ai 20.000 euro: ad aggiudicarsela è stato l'ingegnere Vittorio Trerè, con un ribasso del 30%. La circostanza fa comprendere, dunque, che soltanto all'esito del rilascio del progetto definitivo partiranno quelli che dovrebbero essere gli ultimi lavori prima della riapertura del bene.

Eppure il Monastero di Colonna era stato già riaperto a fine settembre 2022, per ospitare nel chiostro la mostra dei gioielli dell'orafo Giovanni Raspini. In quella occasione l'amministrazione comunale fece sapere che l'antico edificio religioso sarebbe stato riaperto entro un mese, poiché vi erano già dei lavori in corso e se ne attendeva soltanto la conclusione. I fatti hanno dimostrato che i problemi non erano ancora terminati.

Infatti, oltre il tempo trascorso nel silenzio totale di un cantiere fermo ed un monastero chiuso, nel suo provvedimento il dirigente spiega che «occorre verificare una serie di problematiche legate agli impianti elettrici ed elettronici ed a quelli termoidraulici, ma anche effettuare una campagna di verifica di impianti in generale, per predisporre una progettazione definitiva ed esecutiva finalizzata ad eseguire lavori funzionali agli stessi».

Con l'approvazione finale dello stato dei lavori, alla fine del 2015 parve di scrivere la parola fine al lungo restauro del Monastero di Colonna, finalizzato a diventare sede di un museo archeologico. I lavori, partiti da un progetto redatto dagli ingegneri Riccio, Infante, Bozzetti e Onesti, furono finanziati nell'ambito del programma operativo Fesr 2007-2013, dell'importo complessivo di 3.846.000 euro, di cui 2.600.000 a base d'appalto.

La delibera di giunta che approvava il progetto risale addirittura al mese di maggio 2010, mentre la determinazione dirigenziale per il nuovo quadro economico di spesa ed aggiudicazione definitiva dei lavori al 28 settembre 2012. Ad eseguirli, l'Associazione temporanea di imprese Garibaldi-De Magis, di Bari, con un ribasso del 32 per cento ed un prezzo complessivo offerto di poco superiore ai 2.000.000 di euro.

Consegnate il 4 aprile 2012, le opere furono dichiarate ultimate il 9 giugno 2015. Ma il bene non fu immediatamente aperto, perché prima si sarebbe dovuto procedere alla gara per l'affidamento della concessione alla società che avrebbe dovuto allestire il museo archeologico.

La gara fu aggiudicata alla Agorasophia, di Lecce, ma nel frattempo pezzi di intonaco cadevano un po' ovunque, le volte trasudavano umidità in bella vista, muschi e licheni comparivano su ampie porzioni di pareti. E, soprattutto, l'inattività danneggiò ben presto gli impianti.

Risultato, ci sono voluti undici anni, di cui quattro di lavori di restauro e sette di attesa post restauro, per ritrovare ancora impegni di spesi in vista di una sempre più posticipata riapertura del Monastero di Colonna.

La mostra dei gioielli sembrava avesse chiuso per sempre l'infinita serie di continue riparazioni fra infiltrazioni, cadute di calcinacci e impianti bloccati. L'esposizione pose il pubblico nella condizione di ritrovare un bene che tanti avevano persino dimenticato come fosse dentro, proprio in considerazione del tempo trascorso. Purtroppo così non è stato, e siamo punto e a capo.


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