Ieri sera in piazza Duomo per TranInOnda, in diretta con Rai Radio3, emozionante concerto dei Radiodervish in omaggio al Maestro Franco Battiato.
Finalmente a Trani qualcosa di culturalmente valido e in sintonia con quello scenario affacciato sul Mediterraneo che migliaia di esseri umani da decenni attraversano disperatamente su barche di fortuna per sperare in un futuro migliore, spesso però trovando la morte.
Un luogo, quello, che nei secoli è stato area di transito di diversi popoli, scambi commerciali e valute. Lì dietro, verso il porto, ancora si leggono le scritte scolpite nella pietra delle diverse banche del cambio. E nel cuore della Trani medioevale il ghetto ebraico, con le sue sinagoghe e la sinagoga madre.
Quale luogo e scenario migliore poteva scegliere (non a caso) Radio3 Rai per celebrare quest'anno la sua festa. Radio3 è l'unica espressione culturale pubblica che resta della Rai, ormai svuotata da onde e visioni di alta cultura.
Questi giorni, tra castello e cattedrale, molti degli eventi artistici e culturali sono trasmessi in diretta su Radio3.
Ma ancora una volta pare che non abbiano tenuto conto di qualcosa di fin troppo semplice e pratico, che pure non ha costi allucinanti e neanche grandi difficoltà logistiche e di gestione: sedie, mancavano le sedie.
Vero è che le serate sono accessibili ad ingresso libero e gratuito. Ma anziani, disabili e persone acciaccate non possono passare ore in piedi per seguire eventi di tale portata.
Scusate, ma è un dettaglio non da poco: il Comune di Trani doveva essere attento, per rispetto dei suoi cittadini e di chi viene da fuori, a questo particolare.
Giovanni Doria
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(ndr) Apprendiamo per le vie brevi che la scelta di non prevedere sedie per gli spettacoli è dell'organizzazione degli eventi, e quindi della stessa Rai. Il Comune di Trani è partner del progetto, così come la Regione Puglia, ma non ne ha la titolarità del'organizzazione.


